{"id":9867,"date":"2023-06-27T12:03:15","date_gmt":"2023-06-27T10:03:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/?p=9867"},"modified":"2023-07-14T14:19:35","modified_gmt":"2023-07-14T12:19:35","slug":"gli-effetti-dellautonomia-differenziata-sulla-sostenibilita-del-debito-pubblico-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/re\/volume-7-q1-2023\/gli-effetti-dellautonomia-differenziata-sulla-sostenibilita-del-debito-pubblico-italiano\/","title":{"rendered":"Gli effetti dell\u2019autonomia differenziata sulla sostenibilit\u00e0 del debito pubblico italiano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/RePEc\/pdf\/7Q1\/1-4.pdf\"><em>Scarica il pdf<\/em><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-indent: 0cm;\"><em>Il Disegno di legge (DDL) Calderoli sull\u2019autonomia differenziata approvato il 2 febbraio scorso avr\u00e0 conseguenze decisive sul futuro dell\u2019Italia e sulla vita dei cittadini. Il presente lavoro si propone di delineare alcune conseguenze dell\u2019autonomia differenziata sulla sostenibilit\u00e0 del debito pubblico italiano. Si prevede un aumento della rischiosit\u00e0 del debito pubblico ed una riduzione strutturale delle prospettive di crescita dell\u2019Italia, che renderanno pi\u00f9 probabile la possibilit\u00e0 di default dell\u2019Italia a seguito di shock esogeni. Le principali cause sono una minore capacit\u00e0 fiscale del governo centrale e la scomparsa delle economie di scala in rilevanti settori generate dall\u2019autonomia differenziata <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: left; text-indent: -18pt;\"><strong>1.<span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/strong><\/span><strong style=\"text-align: left; text-indent: -18pt;\">Introduzione<\/strong><\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\" style=\"text-align: justify;\">Il DDL sull\u2019autonomia differenziata prevede che le regioni a statuto ordinario possano chiedere \u00abulteriori forme e condizioni particolari di autonomia\u00bb in 23 materie, tra cui istruzione, salute, ambiente, infrastrutture e trasporti, produzione di energia, internalizzazione delle imprese, tutela e sicurezza del lavoro.<\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\" style=\"text-align: justify;\">Unitamente al trasferimento delle funzioni, vengono trasferite alle regioni le relative risorse umane, strumentali e finanziarie, necessarie per attuare l\u2019autonoma nelle materie richieste. Per la gestione delle materie oggetto di autonomia, le regioni possono trattenere i tributi equivalenti.<\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\" style=\"text-align: justify;\">Il trasferimento delle funzioni attinenti alla realizzazione dei diritti civili e sociali (scuola, lavoro, previdenza, etc.) \u00e8 legato alla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e dei relativi costi e fabbisogni standard, comunque da definire entro un anno. Invece, il trasferimento delle funzioni in altre materie (infrastrutture, porti, aeroporti, zone economiche speciali, ferrovie, protezione civile, energia) pu\u00f2 avvenire indipendentemente dalla definizione dei LEP.<\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\" style=\"text-align: justify;\">La conseguenza pi\u00f9 rilevante del DDL Calderoli \u00e8 che lo Stato centrale perde gran parte della capacit\u00e0 d\u2019imporre tasse e di spendere, a vantaggio delle regioni. Viceversa, queste ultime potranno trasformarsi in piccoli stati sovrani, ciascuna con leggi, funzioni e risorse differenziate. Inoltre, secondo la riforma del Titolo 5, le regioni potrebbero realizzare intese tra di loro per costituire organi comuni per la gestione di infrastrutture o altro. Se le regioni pi\u00f9 ricche dovessero intraprendere questa strada, la realizzazione della Macroregione del Nord diventerebbe lo Stato sostanziale dentro uno Stato formale svuotato in gran parte di poteri e contenuti.<\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\"><span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"text-indent: -18pt;\">2.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-alternates: normal; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><span style=\"text-indent: -18pt;\">Le conseguenze sul debito pubblico<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\" style=\"text-align: justify;\">Nel mese di aprile 2023 il debito pubblico italiano ha superato i 2800 miliardi, pari al 144% circa del PIL.<\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\" style=\"text-align: justify;\">Il difficile equilibrio tra elevato debito pubblico e capacit\u00e0 di vendere il debito sui mercati si basa sulla fiducia che lo Stato, con le sue entrate fiscali, sia in grado di ripagare il debito. Quando questa fiducia viene meno, lo Stato italiano rischia il fallimento. Ricordo che il governo Berlusconi nel 2011 \u00e8 stato costretto a dimettersi proprio per la necessit\u00e0 di ristabilire la fiducia dei mercati. L\u2019autonomia differenziata mina dalle fondamenta questa fiducia, perch\u00e9 toglie allo Stato centrale gran parte del potere reale di coprire eventuali buchi di bilancio con nuove tasse o tagli di spese, essendo questi poteri in gran parte trasferiti alle regioni.<\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\" style=\"text-align: justify;\">In altri termini, l\u2019autonomia differenziata determina un forte indebolimento della capacit\u00e0 dello Stato di fare politiche di bilancio, aumentando in modo permanente il rischio di fallimento e i tassi d\u2019interesse sul debito pubblico.<\/p>\n<p class=\"REFigureetabelletitoloesottotitolo\" dir=\"LTR\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9868 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/damiano-20231.png\" alt=\"\" width=\"680\" height=\"488\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/damiano-20231.png 680w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/damiano-20231-300x215.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/damiano-20231-120x86.png 120w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/damiano-20231-350x250.png 350w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p dir=\"LTR\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9869 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/damiano-20232.png\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"564\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/damiano-20232.png 621w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/damiano-20232-300x272.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\" style=\"text-align: justify;\">Si supponga che, dall\u20191 gennaio 2024 le sole tre regioni che hanno gi\u00e0 chiesto l\u2019autonomia differenziata (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) possano trattenere il 90% di Irpef, Ires e Iva, per finanziare le materie oggetto di autonomia. Dal 2024 lo Stato italiano avrebbe 112 miliardi di euro in meno di entrate fiscali per finanziare il debito pubblico (190 miliardi secondo Svimez, se si considerano anche le entrate previdenziali). Supponiamo che, a seguito del trasferimento delle funzioni alle regioni, unitamente alle entrate, si riducano anche le spese dello Stato. Comunque, la spesa regionalizzata di queste tre regioni ammonta a 77 miliardi di euro. Pertanto, esse avrebbero l\u2019incentivo ad aumentare la spesa, per utilizzare l\u2019intero residuo fiscale nel proprio territorio. Quindi, per lo Stato il trasferimento delle competenze a queste tre regioni comporta un aumento del deficit di circa 35 miliardi di euro. Non solo. Tutte le regioni a statuto ordinario avrebbero l\u2019incentivo a richiedere l\u2019autonomia differenziata sono in quelle materie in cui le entrate tributarie sono superiori alle spese, ricorrendo invece alla copertura finanziaria dello Stato centrale in quei settori dove le spese eccedono le entrate, con ulteriore aumento del deficit pubblico.<\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\" style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, il maggiore deficit avrebbe come conseguenza un aumento permanente dei tassi d\u2019interesse sui titoli del debito pubblico, non a seguito di fattori congiunturali, ma come conseguenza del fatto che lo Stato riduce la sua capacit\u00e0 fiscale in modo permanente. A sua volta, ci\u00f2 minerebbe la capacit\u00e0 dello Stato di fronteggiare non solo shock esogeni, ma anche aumenti significativi dei tassi di mercato.<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>In altri termini, con la realizzazione dell\u2019autonomia differenziata lo Stato italiano non sarebbe in grado di adottare le misure prese dal Governo Monti nel 2011 per far fronte alla crisi di fiducia dei mercati finanziari, perch\u00e9 perderebbe la capacit\u00e0 fiscale necessaria per far fronte ad una crisi di quelle dimensioni.<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span><\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\" style=\"text-align: justify;\">Tra l\u2019altro, l\u2019autonomia differenziata renderebbe il debito pubblico italiano, sempre pi\u00f9 in balia dei mercati. Come si pu\u00f2 notare dalla Tabella 1, gi\u00e0 oggi lo Stato italiano deve ricorrere al mercato per finanziare pi\u00f9 del 50% delle spese finali. Inoltre, gi\u00e0 oggi, nonostante i tassi reali negativi, la spesa per interessi corrisponde al 22% della spesa senza interessi (si veda figura 1). Con l\u2019autonomia differenziata queste percentuali aumenterebbero ulteriormente, a seguito di almeno quattro fattori: 1) la riduzione delle entrate dello Stato centrale superiore alle uscite, 2) la necessit\u00e0 di aumentare le spese dello Stato per realizzare i livelli essenziali delle prestazioni nelle regioni che non sono in grado di raggiungerli con le risorse proprie (si noti che tutt\u2019ora sette regioni non sono in grado nemmeno di garantire i livelli essenziali di assistenza in sanit\u00e0);<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>3) l\u2019aumento della rischiosit\u00e0 del debito pubblico italiano; 4)<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>l\u2019asimmetria dell\u2019impatto della crescita del PIL e dei tassi d\u2019interesse sulla sostenibilit\u00e0 del debito pubblico.<\/p>\n<p class=\"REParagrafotitolo\" dir=\"LTR\" style=\"margin-left: 36.0pt; text-indent: -18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo2;\"><!-- [if !supportLists]--><strong><span style=\"mso-fareast-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-bidi-font-family: 'Palatino Linotype';\"><span style=\"mso-list: Ignore;\">3.<span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/span><!--[endif]-->Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\" style=\"text-align: justify;\">La sostenibilit\u00e0 del debito richiede che sia soddisfatta la seguente condizione: ps = [(r-g)\/(1+g)d] \u2265 0, dove ps \u00e8 il rapporto tra l\u2019avanzo primario e il PIL, d \u00e8 lo stock di debito pubblico sul PIL, r il tasso di interesse reale e g il tasso di crescita dell\u2019economia. Implicita in questa formula \u00e8 l\u2019assunzione che all\u2019aumento di g corrisponda un aumento delle entrate dello Stato, utilizzate per ripagare gli interessi sul debito. Tuttavia, con l\u2019autonomia differenziata, un aumento di g non determina in prevalenza un aumento delle entrate dello Stato centrale ma delle regioni, che possono usare il residuo fiscale per aumentare le spese, indipendentemente dal livello del debito pubblico. Viceversa, un aumento di r ha un impatto diretto sull\u2019aumento del debito pubblico. Questa asimmetria degli effetti di un aumento r e g sull\u2019avanzo primario rende pi\u00f9 difficile la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico italiano, anche in una fase di crescita economica. A ci\u00f2 si aggiunge il fatto che il trasferimento di alcune materie alle regioni (ad esempio, energia, trasporti e telecomunicazioni, ricerca e sviluppo) fa perdere le economie di scala che caratterizzano questi settori, e che possono essere sfruttate solo su una dimensione nazionale.<\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\" style=\"text-align: justify;\">Comunque, come dimostra l\u2019esperienza delle regioni a statuto speciale, le regioni che beneficiano dell\u2019autonomia differenziata utilizzano l\u2019intero residuo fiscale per offrire pi\u00f9 servizi, e la realizzazione dell\u2019autonomia differenziata non comporterebbe una riduzione complessiva della spesa pubblica.<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>Quindi, lo Stato centrale per finanziare nuovo debito o far fronte a shock esogeni dovrebbe ricorrere a nuova tassazione, da imporre su tutto il territorio nazionale, oppure dovrebbe ridurre i trasferimenti a quelle regioni che non raggiungono i livelli essenziali delle prestazioni. Queste considerazioni inducono a concludere che l\u2019autonomia differenziata prefigurata dal DDL Calderoli mina la stessa sopravvivenza dello Stato unitario, rendendo meno sostenibile il debito pubblico italiano e riducendo le opportunit\u00e0 di crescita del Paese.<\/p>\n<p class=\"REtestoprincipale\" dir=\"LTR\"><strong><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 95%; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: #404040; mso-bidi-font-weight: normal;\">\u00a0<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 95%; font-family: 'Calibri Light',sans-serif; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-bidi-theme-font: major-latin; color: #404040; mso-bidi-font-weight: normal;\">Bibliografia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!-- [if !supportLists]--><span lang=\"EN-US\" style=\"mso-fareast-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-bidi-font-family: 'Palatino Linotype';\"><span style=\"mso-list: Ignore;\">1.<span style=\"font: 7.0pt 'Times New Roman';\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/span><\/span><span lang=\"EN-US\" style=\"background: white;\">Bassi Andrea.<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>Autonomia, 112 miliardi di tasse finirebbero alle regioni del Nord. 10 Maggio 2023.<br \/>\n<\/span><span lang=\"EN-US\">2.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-alternates: normal; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0 \u00a0 <\/span><\/span><span style=\"background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\">Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze -Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato (2023). <\/span><span lang=\"EN-US\" style=\"background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\">BILANCIO SEMPLIFICATO DELLO STATO PER IL TRIENNIO 2023-2025.<br \/>\n<\/span><span lang=\"EN-US\">3.<span style=\"font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-alternates: normal; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/span><span lang=\"EN-US\"><a title=\"Posts by Andrea Filippo Presbitero\" href=\"https:\/\/lavoce.info\/archives\/author\/andrea-filippo-presbitero\/\"><span lang=\"IT\" style=\"color: black; background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\">Presbitero<\/span><\/a><\/span> <span style=\"background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\">Andrea Filippo e <\/span><span lang=\"EN-US\"><a title=\"Posts by Alessandro Rebucci\" href=\"https:\/\/lavoce.info\/archives\/author\/alessandro-rebucci\/\"><span lang=\"IT\" style=\"color: black; background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\">\u00a0Rebucci<\/span><\/a><\/span><span style=\"background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\"> Alessandro. <\/span><span lang=\"EN-US\"><a href=\"https:\/\/lavoce.info\/archives\/27303\/stabilizzare-il-debito-tra-tagli-e-tasse\/\"><span style=\"color: black; background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\">Stabilizzare il Debito tra Tagli e Tasse<\/span><\/a><span style=\"background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\">. Lavoce.info, 25.11.2011<br \/>\n<\/span><\/span><span lang=\"EN-US\">4. <\/span><span style=\"background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\">Schema di DISEGNO DI LEGGE DISPOSIZIONI PER L\u2019ATTUAZIONE DELL\u2019AUTONOMIA DIFFERENZIATA DELLE REGIONI A STATUTO ORDINARIO. <\/span><span lang=\"EN-US\" style=\"background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\">2 febbraio 2023.<br \/>\n<\/span><span lang=\"EN-US\">5. <\/span><span style=\"background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\">Servizio del bilancio, (2023). Nota di lettura, \u00abA.S. 615: &#8220;Disposizioni per l&#8217;attuazione dell&#8217;autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell&#8217;articolo 116, terzo comma, della Costituzione&#8221;\u00bb. <\/span><span lang=\"EN-US\" style=\"background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;\">NL52, maggio 2023, Senato della Repubblica, XIX legislatura<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scarica il pdf Il Disegno di legge (DDL) Calderoli sull\u2019autonomia differenziata approvato il 2 febbraio scorso avr\u00e0 conseguenze decisive sul futuro dell\u2019Italia e sulla vita dei cittadini. Il presente lavoro si propone di delineare alcune conseguenze dell\u2019autonomia differenziata sulla sostenibilit\u00e0 del debito pubblico italiano. 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