{"id":9673,"date":"2022-09-05T10:19:23","date_gmt":"2022-09-05T08:19:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/?p=9673"},"modified":"2022-10-27T09:30:51","modified_gmt":"2022-10-27T07:30:51","slug":"la-spesa-dei-comuni-per-i-servizi-sociali-dinamiche-e-divari-territoriali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/re\/la-spesa-dei-comuni-per-i-servizi-sociali-dinamiche-e-divari-territoriali\/","title":{"rendered":"La spesa dei comuni per i servizi sociali: dinamiche e divari territoriali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Tra\u00a0 le funzioni fondamentali di cui sono titolari i comuni italiani vi \u00e8 la progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali, nonch\u00e9 l\u2019erogazione delle relative prestazioni ai residenti<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Di fatto i comuni sono le istituzioni pi\u00f9 prossime ai cittadini ed \u00e8 per questo che la funzione sociale \u00e8 affidata a loro, per raggiungere la vita quotidiana delle persone attraverso un\u2019erogazione dei servizi sociali il pi\u00f9 possibile vicina alla popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le aree di utenza di tali servizi sono le famiglie, i minori, persone con disabilit\u00e0, individui con dipendenze o con problemi di salute mentale, gli anziani, gli immigrati e gli adulti che vivono in condizioni di povert\u00e0 e disagio, privi di una dimora (Istat, 2021.a).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tipologia dei servizi sociali offerta \u00e8 volta ad eliminare o mitigare la condizione di disagio, attraverso misure di sostegno economico e di supporto nei vari ambiti della vita dell\u2019individuo, ma anche prevenire il disagio, cercando di intervenire prima che un individuo si trovi in una situazione di difficolt\u00e0. \u00c8 il ruolo, ad esempio, degli sportelli di ascolto o di mediazione sociale e delle azioni di sensibilizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presente articolo intende evidenziare le differenze territoriali della spesa sociale dei comuni, in particolare tra Nord e Mezzogiorno. Tali gap, anche alla luce delle lezioni apprese dalla pandemia da Covid-19, sottolineano l\u2019esigenza di un welfare che sia sempre pi\u00f9 di prossimit\u00e0, in grado cio\u00e8 di cucire una risposta su misura rispetto ai bisogni di ogni comunit\u00e0 e con la capacit\u00e0 di collaborare con i diversi livelli istituzionali (Federsanit\u00e0, 2021).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riduzione del divario di cittadinanza in termini di accesso ai servizi sociali \u00e8 anche una priorit\u00e0 trasversale del PNRR che cita esplicitamente tra le riforme da realizzare \u00abla definizione del livello essenziale delle prestazioni per alcuni dei principali servizi alla persona\u00bb (Presidenza del Consiglio dei Ministri, 2021), al fine di garantire una omogenea fruibilit\u00e0 dei servizi sociali sull\u2019intero territorio nazionale. <a href=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/RePEc\/pdf\/6Q2\/q6_2_2022_3-13.pdf\">Scarica il pdf\u00a0<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il trend della spesa dei comuni per i servizi sociali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, nel 2019 la spesa dei comuni per i servizi sociali raggiunge i 7,52 miliardi di euro, pari allo 0,42% del PIL, proseguendo un trend di crescita iniziato nel 2016 (Figura 1). Rispetto al 2013, quando la spesa complessiva era pari a 6,86 miliardi di euro, il dato ha subito una variazione positiva pari al 9,6%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spesa dei comuni per i servizi sociali tra tutte le spese correnti \u00e8 la terza in ordine di grandezza (14%) dopo quelle per il funzionamento della macchina amministrativa e quelle per il territorio e l\u2019ambiente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9684 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia1.png\" alt=\"\" width=\"774\" height=\"476\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia1.png 774w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia1-300x184.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia1-768x472.png 768w, 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per abitante del Trentino-Alto Adige (Figura 3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le regioni del Mezzogiorno si trovano a fondo classifica con dati medi pari o inferiori agli 80 euro pro capite di spesa dei comuni per servizi sociali, l\u2019unica eccezione \u00e8 rappresentata dalla Sardegna che, con 256 euro di uscite per cittadino, \u00e8 terza a livello nazionale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9683 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia2.png\" alt=\"\" width=\"727\" height=\"459\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia2.png 727w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia2-300x189.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 727px) 100vw, 727px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9682 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia3.png\" alt=\"\" width=\"803\" height=\"615\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia3.png 803w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia3-300x230.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia3-768x588.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia3-750x574.png 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 803px) 100vw, 803px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2019 il 39% della spesa dei comuni per i servizi sociali \u00e8 utilizzata per interventi e servizi, il 34% viene assorbita dalle strutture, mentre la restante parte (27%) \u00e8 costituita dai trasferimenti in denaro (Figura 4).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9681 aligncenter\" 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miliardi a 2,65).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel periodo analizzato, ossia il 2013-2019, le spese dei comuni per i servizi sociali hanno un andamento differente anche in base all\u2019area di utenza alla quale sono indirizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come prima anticipato, a livello complessivo la variazione percentuale della spesa \u00e8 pari al 9,6%, ma varia da un minimo del -27,7% nel caso delle dipendenze da alcol e droga, fino ad un massimo di circa il +65% per immigrati, Rom, Sinti e Caminanti (Tabella 1). Si rileva un preoccupante decremento della spesa per anziani pari al -5,5% nel periodo di tempo esaminato, un dato in controtendenza con il progressivo invecchiamento della popolazione in Italia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9680 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia5.png\" alt=\"\" width=\"805\" height=\"505\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia5.png 805w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia5-300x188.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia5-768x482.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia5-750x470.png 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 805px) 100vw, 805px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9679 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia6.png\" alt=\"\" width=\"858\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia6.png 858w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia6-300x129.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia6-768x329.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia6-750x322.png 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 858px) 100vw, 858px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le variazioni percentuali relative alle dipendenze e agli immigrati sono di grande entit\u00e0 ma di fatto si riferiscono ad aree di utenza che non rappresentano i principali target di intervento delle spese dei comuni. Nel 2019, infatti, le risorse sono destinate prevalentemente ai minori e alle famiglie con figli (38%), alle persone con disabilit\u00e0 (28%) e agli anziani (17%), ossia ai residenti che abbiano compiuto almeno 65 anni di et\u00e0 (Figura 6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa evidenza appare poco differenziata a livello territoriale (Tabella 2): in particolare il Nord registra percentuali quasi sovrapponibili alla media nazionale, il Centro si discosta maggiormente rispetto alla media italiana nell\u2019area famiglie\/minori (41,5% della spesa contro il 38%) e il Mezzogiorno registra nell\u2019area disabili la percentuale pi\u00f9 alta rispetto alle altre ripartizioni geografiche (32,8% contro circa il 26% del Nord e del Centro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Figura 7 sulla spesa dei comuni per i servizi sociali in termini pro capite, per area di utenza e ripartizione geografica, mostra situazioni diverse lungo la Penisola: per famiglie e minori, ad esempio, il Nord e il Centro si attestano in media a poco meno di 60 euro di spesa per abitante, contro i 29 euro registrati nel Mezzogiorno. Differenze importanti, anche se leggermente pi\u00f9 smussate, si rilevano per l\u2019area disabili: al Nord la spesa \u00e8 di 41 euro, al Centro di 36 euro e al Sud e nelle Isole di 26 euro pro capite. La spesa per gli anziani raggiunge nel 2019 i 28 euro per residente al Nord, 23 euro al Centro e 11 euro nel Mezzogiorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali differenze, tuttavia, sono niente rispetto a quelle che si possono evidenziare attraverso un\u2019analisi regionale (Figura 8). Spicca su tutti l\u2019impegno della Valle d\u2019Aosta sul fronte anziani (156 euro pro capite), il Trentino-Alto Adige con 148 euro per gli anziani, 127 euro per famiglie e minori e 84 euro per i disabili. Di rilievo anche il dato della Sardegna e del Friuli-Venezia Giulia per i disabili (125 e 85 euro per abitante rispettivamente).<\/p>\n<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9678 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia7.png\" alt=\"\" width=\"761\" height=\"503\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia7.png 761w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia7-300x198.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia7-750x496.png 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 761px) 100vw, 761px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9677 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia8.png\" alt=\"\" width=\"823\" height=\"613\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia8.png 823w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia8-300x223.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia8-768x572.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia8-750x559.png 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 823px) 100vw, 823px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9676 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia9.png\" alt=\"\" width=\"792\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia9.png 792w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia9-300x180.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia9-768x461.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia9-750x450.png 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 792px) 100vw, 792px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9675 alignnone\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia10.png\" alt=\"\" width=\"1203\" height=\"656\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia10.png 1203w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia10-300x164.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia10-1024x558.png 1024w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia10-768x419.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia10-750x409.png 750w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia10-1140x622.png 1140w\" sizes=\"auto, (max-width: 1203px) 100vw, 1203px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, incrociando i dati delle tipologie di spesa (interventi\/strutture\/trasferimenti in denaro) per area di utenza emerge come (Figura 9) oltre la met\u00e0 della spesa per famiglie e minori e immigrati \u00e8 dedicata alle strutture (53% e 51% rispettivamente); situazione diversa per disabili, dipendenze, anziani e adulti con disagi economici e\/o senza dimora per i quali circa la met\u00e0 delle risorse \u00e8 destinata a interventi e servizi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9674 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia11.png\" alt=\"\" width=\"814\" height=\"628\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia11.png 814w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia11-300x231.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia11-768x593.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/giorgia11-750x579.png 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 814px) 100vw, 814px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spesa per il welfare locale \u00e8 in continua crescita e si indirizza prevalentemente a favore di minori e famiglie con figli.\u00a0 Nonostante gli incrementi di risorse, risultano strutturali i divari territoriali della spesa sociale comunale, con il Mezzogiorno che spende a livello pro capite quasi la met\u00e0 degli importi del Nord.\u00a0 Una simile situazione si traduce in un diverso godimento dei diritti di cittadinanza, per cui probabilmente non baster\u00e0 una Missione del PNRR dedicata all\u2019inclusione e alla coesione, n\u00e9 le risorse dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei 2021-2027 espressamente dedicate al \u201csociale\u201d.\u00a0Infine, appare preoccupante la riduzione delle spese per anziani, un dato che sembra non accompagnare l\u2019evoluzione demografica del Paese e le sue nuove necessit\u00e0 (Istat, 2021.b).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Federsanit\u00e0 (2021), \u201cSanit\u00e0 e territorio-I servizi socio-sanitari dei comuni italiani\u201d.<\/li>\n<li>Ifel (2021), \u201cLa finanza comunale in sintesi-Rapporto 2021\u201d.<\/li>\n<li>Istat (2021.a), \u201cLa spesa dei comuni per i servizi sociali-2018\u201d.<\/li>\n<li>Istat (2021.b), \u201cPrevisioni della popolazione residente e delle famiglie\u201d.<\/li>\n<li>Marinuzzi G., Tortorella W., \u201cLa spesa dei comuni per i servizi sociali: dinamiche, aree di utenza ed enti gestori\u201d, in &#8220;Comuni d\u2019Italia&#8221; 12\/2021, Maggioli Editore, pp. 31-41.<\/li>\n<li>Presidenza del Consiglio dei Ministri (2021), \u201cPiano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell\u2019Italia\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Art.14, comma 27 del D.L. n.78\/2010 e successive modifiche ed integrazioni.<\/p>\n<p>(*) Le opinioni espresse hanno carattere personale e non impegnano in alcun modo la responsabilit\u00e0 dell\u2019Istituto di appartenenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra\u00a0 le funzioni fondamentali di cui sono titolari i comuni italiani vi \u00e8 la progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali, nonch\u00e9 l\u2019erogazione delle relative prestazioni ai residenti[1]. 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