{"id":9404,"date":"2022-01-11T16:41:39","date_gmt":"2022-01-11T14:41:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/?p=9404"},"modified":"2022-01-12T01:35:02","modified_gmt":"2022-01-11T23:35:02","slug":"i-borghi-della-calabria-una-risorsa-per-lo-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/re\/i-borghi-della-calabria-una-risorsa-per-lo-sviluppo\/","title":{"rendered":"I borghi della Calabria: una risorsa per lo sviluppo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il presente contributo espone i principali risultati emersi da una ricerca finalizzata alla predisposizione di strategie e azioni finalizzate alla valorizzazione sostenibile di borghi rurali di elevato valore storico, culturale e ambientale. Il focus della ricerca \u00e8 il territorio calabrese del Reventino-Savuto. Le conoscenze acquisite hanno consentito di individuare specifiche azioni prioritarie da attivare nell\u2019ambito di una strategia di sviluppo locale fondata sulla cooperazione tra attori pubblici e privati e un\u2019efficace comunicazione rivolta sia all\u2019esterno che all\u2019interno del territorio. <a href=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/RePEc\/pdf\/5Q3\/q5_3_2021_15-20.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica il PDF<\/a><\/em><\/p>\n<p><strong>1. Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia, come altri Paesi del Mediterraneo, \u00e8 connotata da un\u2019elevata storicit\u00e0, frutto di una densa stratificazione formatasi nel corso dei secoli. Complessit\u00e0 e variet\u00e0 ne caratterizzano il territorio, riflettendosi nei paesaggi che lo compongono, ogni volta diversi nell&#8217;intreccio tra natura e storia. Nonostante i processi di espansione insediativa che hanno coinvolto le periferie urbane e gli assi di comunicazione, tale intreccio si \u00e8 preservato in molti territori rurali, presenti lungo la penisola, che hanno conservato la propria identit\u00e0 intesa come \u201ccoscienza dei luoghi\u201d (Becattini, 2015).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in Calabria i processi di urbanizzazione pi\u00f9 recenti hanno interessato le maggiori citt\u00e0 in pianura e in collina e gli insediamenti lungo il mare, mentre il resto del territorio, prevalentemente montuoso, \u00e8 caratterizzato da reti di borghi, le cui condizioni di conservazione dipendono dal grado di sviluppo del contesto socioeconomico in cui si collocano: quelli posti nelle aree pi\u00f9 marginali, talora in condizioni di abbandono, hanno maggiormente conservato i loro caratteri identitari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo scritto delinea il collegamento tra ruralit\u00e0 e sviluppo locale sulla base dei risultati emersi da una ricerca su una costellazione di borghi presenti nell\u2019area del Reventino-Savuto, un caso di particolare interesse tra i territori rurali della penisola calabra.<\/p>\n<p><strong>2. La metodologia della ricerca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tematica dei territori rurali \u00e8 l\u2019oggetto di una ricerca multidisciplinare, nata nel 2009 nell\u2019Universit\u00e0 Iuav di Venezia, dal titolo \u201cArchitetture e paesaggi rurali\u201d (Grandinetti, 2011), che ha sviluppato una riflessione sulla ruralit\u00e0 e sulle strategie per valorizzarla, attraverso esperienze in territori specifici: prima in Veneto e in Friuli, poi dal 2016 in Calabria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca ha promosso la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio rurale di interesse storico<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> assumendo l\u2019architettura nella sua dimensione interscalare, dalla scala architettonica nella sua materialit\u00e0 costruttiva alla scala del luogo nel paesaggio fino alla scala insediativa. A tal fine, essa ha sviluppato una progettazione di tipo integrato, immettendo l&#8217;architettura in una visione di contesto e assumendo i beni culturali come una risorsa per lo sviluppo locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle esperienze condotte si \u00e8 aperto cos\u00ec un nuovo fronte di sperimentazione, che ha messo in rapporto le politiche agricole, turistiche, sociali, culturali e della comunicazione con le opportunit\u00e0 economiche di investimento di un territorio, per giungere alla messa a punto di una strategia di cooperazione per lo sviluppo locale, partecipato e sostenibile. Questa strategia \u00e8 finalizzata alla conservazione del patrimonio rurale e al suo inserimento in un ciclo virtuoso di fruizione da parte della comunit\u00e0 locale e dei suoi ospiti, partendo da ci\u00f2 che gi\u00e0 offre il territorio: in sostanza l\u2019utilizzazione degli strumenti dell\u2019architettura in funzione di un \u201cpercorso di marketing territoriale\u201d.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p><strong>3. Il caso di studio: il territorio del Reventino-Savuto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i territori rurali della penisola calabra, un caso di particolare interesse \u00e8 l\u2019area del Reventino-Savuto: un anfiteatro naturale che si affaccia sul mar Tirreno, costituito dall\u2019intorno del fiume Savuto e dalle pendici del monte Reventino. Questo territorio, se analizzato secondo i tradizionali indicatori di sviluppo socioeconomico, risulta sensibilmente pi\u00f9 arretrato rispetto alle aree di sviluppo urbano. A riprova, molti dei borghi presenti si trovano in condizioni di semiabbandono. Questa arretratezza, tuttavia, \u00e8 la condizione che ha consentito il persistere di alcuni valori tradizionali, come il senso di appartenenza, la solidariet\u00e0, una ricchezza e variet\u00e0 di beni ambientali, culturali e agroalimentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Reventino-Savuto, coinvolgendo una decina di Comuni, sono stati analizzati i borghi pi\u00f9 significativi presenti nell\u2019area e il loro contesto, per proporne il recupero (Figura 1). Dalla ricerca \u00e8 emersa la presenza di una costellazione di borghi, ciascuno &#8220;unico&#8221; nel rapporto tra i caratteri distintivi del borgo come architettura collettiva e testimonianza storica di cultura materiale, il paesaggio in gran parte conservato che lo circonda, le produzioni agricole e i prodotti alimentari che lo caratterizzano, la vitalit\u00e0 della comunit\u00e0 che lo anima. \u00a0Tra i borghi analizzati solo alcuni hanno conosciuto uno sviluppo di tipo prevalentemente turistico, come Amantea e Martirano. Ma la maggior parte di essi \u00e8 semiabbandonata, anche se vi permane una piccola comunit\u00e0 di residenti, a presidio del borgo stesso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9406 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Grandinetti-fig1.png\" alt=\"\" width=\"827\" height=\"556\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Grandinetti-fig1.png 827w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Grandinetti-fig1-300x202.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Grandinetti-fig1-768x516.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Grandinetti-fig1-750x504.png 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 827px) 100vw, 827px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra questi, un caso emblematico del rapporto tra natura e storia \u00e8 quello di Cleto, posto su un rilievo roccioso plasmato in funzione dell\u2019insediamento, intagliando i percorsi, incastrando nella roccia gli edifici, edificando le murature con il pietrame da essa ricavato (Figura 2). Il Comune di Cleto ha una popolazione residente di 1.218 abitanti (2020), in lenta diminuzione, ma \u2013 nonostante un saldo naturale negativo e quindi un progressivo invecchiamento \u2013 ancora mediamente giovane. \u00c8 caratterizzato da un&#8217;economia rurale, incentrata su alcune produzioni agroalimentari: l&#8217;olio, il vino, il miele, gli ortaggi, i formaggi. Sono circa 200 le aziende agricole, in larga prevalenza di piccola dimensione e a conduzione familiare. Sono presenti alcune attivit\u00e0 commerciali al minuto e imprese artigiane, ma nessuna struttura turistico-ricettiva fatta eccezione di un <em>bed &amp; breakfast<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attivit\u00e0 prevalente, la coltivazione dell&#8217;ulivo e la produzione dell\u2019olio, \u00e8 parte integrante della storia del borgo, come dimostra la presenza di numerosi antichi frantoi, tuttora conservati, e di cisterne per la raccolta dell&#8217;olio scavate nella roccia. E il paesaggio \u00e8 la condizione di esistenza dell\u2019identit\u00e0 del borgo, che appare come una sorta di rocca immersa tra gli ulivi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9405 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Grandinetti-fig2.png\" alt=\"\" width=\"856\" height=\"520\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Grandinetti-fig2.png 856w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Grandinetti-fig2-300x182.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Grandinetti-fig2-768x467.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Grandinetti-fig2-750x456.png 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 856px) 100vw, 856px\" \/><\/p>\n<p><strong>4. Una strategia per la rinascita dei borghi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso la ricerca \u00e8 stato possibile costruire un metodo di lavoro, basato sulla conoscenza del borgo per coglierne l\u2019identit\u00e0: un campo di sperimentazione innovativo, in quanto gli studi finora prodotti hanno fatto riferimento quasi esclusivamente ai centri storici urbani. Ma il risultato pi\u00f9 importante del progetto condotto nell\u2019area del Reventino-Savuto, ottenuto anche attraverso l\u2019interazione tra il gruppo di ricerca e gli attori locali <a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, consiste nell\u2019aver messo a punto una strategia di sviluppo locale, per la rigenerazione dei borghi semiabbandonati, come attrattori turistico-culturali e come centri ricettivi, a fini turistici ma anche abitativi, in quanto la ricostituzione di una comunit\u00e0 di residenti nel borgo, connessa alle opportunit\u00e0 lavorative che si creeranno con il suo recupero, nasce \u2013 oltre che dalla sua vocazione originaria \u2013 dalla necessit\u00e0 di evitare le distorsioni che provocherebbe un\u2019utilizzazione turistica esclusiva e inappropriata rispetto alla riproduzione della risorsa primaria: l\u2019identit\u00e0 comunitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le azioni prioritarie da attivare, quelle pi\u00f9 rilevanti da segnalare sono: il coinvolgimento di attivit\u00e0 imprenditoriali disponibili a insediarsi nel borgo (a Cleto, ad esempio, la produzione e commercializzazione dell\u2019olio d\u2019oliva); la costruzione progressiva di un circuito di fruizione turistica integrata del borgo e del suo intorno, che coinvolga i luoghi e le architetture pi\u00f9 significative, e le attivit\u00e0 di interesse; l&#8217;individuazione di linee-guida per il restauro e riuso delle unit\u00e0 edilizie storiche, con il recupero dei modi tradizionali d&#8217;intervento e l&#8217;utilizzazione di maestranze locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa strategia di sviluppo locale \u00e8 stata immaginata \u00e8 stata immaginata come un \u201cpercorso di marketing territoriale\u201d, con l&#8217;obiettivo di sviluppare \u2013 prima ancora della comunicazione esterna \u2013 quella interna, tra gli attori della strategia, coinvolgendo anche quelli privati (aziende agricole, agriturismi, associazioni locali, ecc.), per individuare soluzioni condivise, in risposta alle problematiche che via via si incontrano lungo il percorso. Dal confronto con le amministrazioni comunali \u00e8 emersa inoltre la necessit\u00e0 di costruire una strategia di cooperazione, estesa all\u2019intero territorio del Reventino-Savuto, che \u2013 esaltando la specificit\u00e0 di ciascun borgo \u2013 prefiguri una rete a valenza turistica di borghi visitabili e ne valorizzi tipicit\u00e0 e vocazioni. Ci\u00f2 al fine di promuovere lo sviluppo di un turismo rurale <em>slow<\/em>: un turismo sostenibile, esperienziale, attento ai valori paesaggistici, storico-culturali e gastronomici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro risultato raggiunto \u00e8 che il lavoro conoscitivo e progettuale che si sta producendo pu\u00f2 costituire un\u2019esperienza che contribuisce a rendere realistico l\u2019imperativo di far uscire la Calabria dalla logica dell\u2019assistenzialismo improduttivo, secondo la quale nulla si pu\u00f2 fare senza ingenti investimenti pubblici, che non necessariamente vengono realizzati e \u2013 quando lo sono \u2013 spesso generano scarsi effetti positivi sulle societ\u00e0 ed economie locali. Si tratta di andare invece nella direzione della consapevolezza delle proprie risorse e del loro impiego in un&#8217;ottica di sviluppo appropriato e sostenibile, fondamentale in regioni ove lo sviluppo ha seguito modelli importati, conseguendo risultati fallimentari. La rinascita dei borghi in Calabria pu\u00f2 costituire quindi un\u2019opportunit\u00e0, per la Regione e per le comunit\u00e0 che li abitano, in grado di coniugare cultura, produzione agricola, turismo e qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le potenzialit\u00e0 evidenziate dalla ricerca, ci\u00f2 che \u00e8 emerso dal lavoro finora svolto \u00e8 la difficolt\u00e0, da parte delle amministrazioni comunali, di sviluppare una pi\u00f9 fattiva collaborazione mettendosi in rete. A ci\u00f2 si aggiunge una cronica incapacit\u00e0 delle politiche regionali di utilizzare gli ingenti investimenti disponibili (Aiello e Foglia, 2018). \u00c8 per questi motivi che, nell\u2019ambito della ricerca, si \u00e8 avanzata la proposta<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> di attivare subito una rete a valenza turistica, senza finanziamenti pubblici, partendo dalle eccellenze gi\u00e0 disponibili (siti di interesse naturalistico e storico, strutture museali, attivit\u00e0 agroalimentari, ricettive e di ristoro di qualit\u00e0). Ci\u00f2 che emerge infatti \u00e8 che i paesi del Reventino-Savuto hanno reagito con grande coraggio alla pandemia, innanzitutto riorganizzando e migliorando le proprie attivit\u00e0 e al contempo rafforzando il senso di comunit\u00e0. In breve, hanno dimostrato una maggiore resilienza rispetto alle comunit\u00e0 urbane. C\u2019\u00e8 un fiorire di iniziative in questo territorio rurale, a cui corrisponde una grande vivacit\u00e0, produttiva, sociale e culturale: una voglia di rinascita che fa ben sperare.<\/p>\n<p><strong>5. Una nuova idea di ruralit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I territori rurali in Calabria sono diversi tra loro per storia, grado di sviluppo, composizione sociale, assetto insediativo, paesaggio. Li accomuna per\u00f2 la persistenza di un insieme di valori identificabili come \u201cruralit\u00e0\u201d: il forte senso di appartenenza delle comunit\u00e0 di paese; la consapevolezza che la sopravvivenza della propria identit\u00e0 dipenda dalla riproducibilit\u00e0 delle risorse naturali, che ne caratterizzano il territorio; un intenso rapporto con le tradizioni (riti religiosi, relazioni sociali, feste locali, pratiche artigianali), vissuto anche dai giovani non come un retaggio del passato, bens\u00ec come una risorsa per il presente e per il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ruralit\u00e0, quindi, non \u00e8 solo un valore antico, ma pu\u00f2 costituire una straordinaria risorsa per il futuro: come carattere identitario per le persone ma anche per attivit\u00e0 imprenditoriali esistenti e di nuova formazione (M\u00fcller, Korsgaard, 2018); come fattore di attrazione, di sviluppo e innovazione; come condizione di base per una nuova idea di sostenibilit\u00e0 locale. La sfida su cui si misurano queste comunit\u00e0 \u00e8 quella di ripartire dalla ruralit\u00e0, operando per la valorizzazione del proprio territorio, senza deteriorare il sistema di risorse che lo identificano, soprattutto di quelle uniche e pi\u00f9 vulnerabili come il patrimonio culturale, il paesaggio agrario, l\u2019ambiente fisico-naturale, ma piuttosto potenziandole e migliorandole come condizione del proprio sviluppo. Trasformando cos\u00ec la loro marginalit\u00e0 in una nuova centralit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi di sostenibilit\u00e0\u00a0 con cui l\u2019economia globale \u00e8 costretta sempre pi\u00f9 a fare i conti, oltre ad aprire una nuova frontiera di innovazione per le imprese industriali, ha alimentato un secondo fenomeno, di non minore importanza, che coinvolge attivit\u00e0 che fino a ieri apparivano marginali, sotto il profilo economico ma anche culturale, e che oggi tendono invece ad assumere un\u2019imprevista centralit\u00e0: dall\u2019agricoltura conservativa e biologica all\u2019agriturismo di qualit\u00e0, dai prodotti tipici locali all\u2019artigianato tradizionale, dagli edifici di pregio storico-culturale ai parchi naturali e ai circuiti ecoturistici. E potremmo continuare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali attivit\u00e0 e risorse possono coesistere e interagire in molti contesti territoriali, eterogenei ma idealmente legati dalla cultura della sostenibilit\u00e0, dove si impiegano e si producono conoscenze, si sviluppano intelligenza progettuale e micro-innovazioni, si ricerca insieme la \u201cconservazione\u201d come organizzazione della memoria e la fruizione di ci\u00f2 che si vuole conservare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affrontare la tematica dei territori rurali in una logica di sviluppo autocentrato (fondato su variabili controllate all\u2019interno del territorio (D\u2019Amico, Sturiale, 2002) significa avviare un ambito di ricerca, teorico e operativo, in parte ancora da esplorare e progettualmente da inventare: un ambito che sta uscendo solo ora dalla marginalit\u00e0 per assumere un rilievo strategico, come emerge dall\u2019interesse che sta suscitando non solo nel mondo scientifico nazionale e internazionale, ma anche nelle comunit\u00e0 regionali e locali. Vi \u00e8 infatti una nuova attenzione per i territori rurali, emblematicamente rappresentata a livello comunitario dalla \u201cpromessa\u201d della Presidente von der Leyen <em>\u201cWe will cherish and preserve our rural areas and invest in their future<\/em>\u201d (European Commission, 2021) e in Italia dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">Aiello F., Foglia F. (2018), I ritardi della strategia nazionale per le aree interne, <em>Regional Economy<\/em>, 2, 2<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Aime M., Papotti D. (2012), L\u2019altro e l\u2019altrove. Antropologia, geografia e turismo, Torino, Einaudi.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Becattini G. (2015), La coscienza dei luoghi, Roma, Donzelli.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">D\u2019Amico M., Sturiale L. (2002), Sviluppo e differenziazione territoriale delle aree rurali in Sicilia: analisi e prospettive, in Basile E., Romano D. (a cura di), Sviluppo rurale. Societ\u00e0, territorio, impresa, Milano, Franco Angeli, pp. 190-206.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">European Commission (2021), A long-term vision for the EU&#8217;s rural areas. Towards stronger, connected, resilient and prosperous rural areas by 2040, Brussels.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Grandinetti P. (2011), Una ricerca sull&#8217;architettura rurale, IUAV Giornale dell\u2019Universit\u00e0, No. 88, p. 3.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">M\u00fcller S., Korsgaard S. (2018), Resources and bridging: the role of spatial context in rural entrepreneurship,\u00a0Entrepreneurship &amp; Regional Development,\u00a030(1-2), pp. 224-255.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> La ricerca si \u00e8 sviluppata attraverso varie attivit\u00e0, tra cui assegni e borse di ricerca, tesi di laurea, laboratori didattici integrati, contratti di ricerca con enti locali, mostre e seminari con le comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Un tale percorso \u00e8 fondato sulla valorizzazione dell&#8217;identit\u00e0 come risorsa immateriale, al fine di renderla attrattiva, e sulla comunicazione, esterna ma anche interna, tra gli attori della strategia: <em>in primis<\/em> le comunit\u00e0 locali come custodi di tale identit\u00e0. Il termine &#8220;percorso&#8221; individua qui un progetto che si sviluppa nel tempo e nel tempo si arricchisce di contenuti. L\u2019idea chiave di un progetto di marketing territoriale come quello pensato per il Reventino-Savuto consiste nel concepire il territorio come risorsa complessa da conservare e valorizzare \u2013 cio\u00e8 da valorizzare in modo sostenibile \u2013 in cui emergenze naturali e stratificazioni della storia si fondono con la sensibilit\u00e0 e le tradizioni di una comunit\u00e0. In tal modo il territorio acquisisce nel tempo personalit\u00e0 e identit\u00e0, che rappresentano le due dimensioni fondative dell\u2019immaginario turistico, i motivi sostanziali in base ai quali un potenziale turista sceglie un certo luogo (Aime, Papotti, 2012).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Nell\u2019ambito della ricerca sono stati organizzati numerosi incontri con le amministrazioni e le comunit\u00e0 locali. Tra gli altri si ricordano: il ciclo di mostre-seminario \u201cIuav in tour nei borghi della Calabria\u201d, che si sono svolte tra il 27 aprile e il 3 maggio 2019 a Grimaldi, Martirano Lombardo, Scigliano, Conflenti e Savuto; il seminario \u201cI borghi della Calabria: una risorsa per lo sviluppo\u201d organizzato on line il 24 luglio 2020, a cui hanno partecipato docenti e studenti Iuav e gli amministratori dei Comuni calabresi coinvolti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> La proposta \u00e8 stata avanzata in un seminario nel borgo di Savuto il 3 settembre 2021, al quale erano presenti rappresentanti di numerose associazioni locali e imprenditori privati, che hanno presentato le loro esperienze nei pi\u00f9 diversi campi. Ha suscitato interesse per la sua qualit\u00e0 la proposta avanzata da una rete di associazioni di Conflenti, gestite da giovani: quella di attivare in proprio, senza alcun aiuto da parte dell\u2019amministrazione comunale, un circuito di fruizione turistica integrata del borgo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Il recente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, tra le misure relative al turismo e alla cultura, individua l\u2019investimento 2.1 \u2013 \u201cAttrattivit\u00e0 dei borghi\u201d \u2013 e l\u2019investimento 2.2 \u2013 \u201cTutela e valorizzazione dell\u2019architettura e del paesaggio rurale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presente contributo espone i principali risultati emersi da una ricerca finalizzata alla predisposizione di strategie e azioni finalizzate alla valorizzazione sostenibile di borghi rurali di elevato valore storico, culturale e ambientale. 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