{"id":5985,"date":"2019-07-08T09:27:01","date_gmt":"2019-07-08T07:27:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.opencalabria.com\/?p=5985"},"modified":"2020-09-08T10:31:25","modified_gmt":"2020-09-08T08:31:25","slug":"la-nuova-emigrazione-italiana-e-calabrese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/re\/la-nuova-emigrazione-italiana-e-calabrese\/","title":{"rendered":"La nuova emigrazione italiana e calabrese"},"content":{"rendered":"<p><strong>La nuova emigrazione italiana e calabrese<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Introduzione<\/strong><strong>. <\/strong>Dall\u2019Unit\u00e0, e fino ai primi anni \u201970 del secolo scorso, l\u2019Italia \u00e8 stato un Paese profondamente segnato dall\u2019emigrazione. In questo lungo periodo di tempo il fenomeno si \u00e8 caratterizzato per due ondate migratorie: la prima, composta prevalentemente da spostamenti oltreoceano, si distinse per l\u2019alta intensit\u00e0 (ricordiamo che gli espatri dal 1876 al 1915 furono 14 milioni). La seconda, che si realizza a partire dalla met\u00e0 degli anni \u201950, si \u00e8 distinta per una intensit\u00e0 pi\u00f9 contenuta, con prevalenza dei flussi in direzione dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Agli inizi degli anni Settanta, l\u2019Italia per la prima volta nella sua storia, registra un saldo migratorio positivo, che aumenta sempre di pi\u00f9 negli anni successivi, trasformandosi via via in un Paese d\u2019immigrazione. Successivamente, i trasferimenti di residenza degli italiani nei paesi esteri rimangono modesti e superano le 100mila unit\u00e0 annue solo di recente. Nel contempo, per\u00f2, si osservano importanti cambiamenti nel profilo di coloro che trasferiscono la loro residenza all\u2019estero. Infatti, i nuovi emigranti hanno un livello di istruzione sempre pi\u00f9 elevato. Compaiono nuove figure come quella dei <em>nonni \u2013 genitori,<\/em> che trascorrono periodi sempre pi\u00f9 lunghi all\u2019estero con i figli e nipoti; quella del migrante<em> maturo<\/em> rimasto disoccupato e lontano dalla pensione che si trasferisce all\u2019estero per lavoro; del migrante detto di <em>rimbalzo<\/em>, cio\u00e8 colui che dopo tanti anni vissuti all\u2019estero ripercorre per vari motivi la via inversa. Pi\u00f9 di recente sta emergendo anche il migrante <em>previdenziale<\/em> che risiede per lunghi periodi in Paesi dove \u00e8 in corso una politica di defiscalizzazione e dove trova condizioni sociali ma anche climatiche pi\u00f9 favorevoli<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo lungo processo di mobilit\u00e0 ci ha consegnato uno <em>stock<\/em> di italiani residenti all\u2019estero rilevante sia dal punto di vista numerico che sociale ed economico, la cui conoscenza qualitativa e quantitativa resta ancora parziale, perch\u00e9 le fonti statistiche di riferimento sono lacunose e molto disomogenee fra di loro. In questa nota ci limiteremo a esaminare la recente mobilit\u00e0 italiana e calabrese, facendo ricorso ai dati dell\u2019AIRE- Anagrafe degli Italiani Residenti all\u2019Estero, che pur con molti limiti rappresenta sicuramente in questo campo il riferimento principale<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[ii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La recente mobilit\u00e0 degli Italiani all\u2019estero<\/strong>. Negli ultimi anni la mobilit\u00e0 degli italiani \u00e8 cresciuta notevolmente. Infatti, nell\u2019ultimo quinquennio &#8211; come si coglie dalla serie storica dal 2014 ad oggi dei cittadini italiani che si sono iscritti all\u2019AIRE per espatrio, Figura 1-coloro che sono partiti dall\u2019Italia, spostando la loro residenza fuori dai confini nazionali, sono aumentati da 94.126 a 128.193 unit\u00e0, con un incremento del 36,2% in cinque anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-5986 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-I-1024x628.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"628\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-I-1024x628.png 1024w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-I-300x184.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-I-768x471.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-I.png 1159w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel contempo, nell\u2019ultimo decennio, lo stock degli italiani residenti all\u2019estero \u00e8 aumentato del 52,1%, cio\u00e8 da 2.028.370 del 2010 a 5.114.469 del 2018. Ci\u00f2 \u00e8 da attribuire, oltre che all\u2019accresciuta mobilit\u00e0 degli italiani, anche alla maggiore consapevolezza dei residenti all\u2019estero che l\u2019iscrizione all\u2019AIRE, al di l\u00e0 ad essere un obbligo di legge, \u00e8 il requisito essenziale per usufruire di tutta una serie di servizi dalle rappresentanze consolari, e il presupposto indispensabile per accedere a importanti servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esame degli espatri degli anni pi\u00f9 recenti (2017 e 2018, Figura 2) oltre a confermare che la gran parte espatri degli espatri riguarda i giovani e i giovani adulti, che nel complesso incidono per pi\u00f9 del 60%, fa emergere anche un aspetto nuovo, e cio\u00e8 l\u2019aumento notevole degli espatri nell\u2019et\u00e0 adulta (classe 50-64, incremento del 21,0%), ma soprattutto tra i pensionati (classe 65 e oltre, incremento del 43,4%), fenomeno del quale si sta cercando di cogliere le cause<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[iii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-5987 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-2-1024x462.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-2-1024x462.png 1024w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-2-300x135.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-2-768x347.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-2.png 1351w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Calabria e la popolazione AIRE<\/strong><strong>.<\/strong> Che la Calabria sia una regione con una consistente comunit\u00e0 all\u2019estero, che deriva in parte dalla sua storia emigratoria ma soprattutto da una nuova mobilit\u00e0, lo dimostrano i dati dei suoi residenti iscritti all\u2019AIRE. Nel 2018 \u00e8 la Sicilia ad avere la popolazione residente all\u2019estero pi\u00f9 numerosa, segue Campania, Lombardia, Lazio, Veneto e Calabria (403.732 persone iscritte all\u2019AIRE), Tabella 1. Le regioni che invece registrano incidenze superiori al 20% rispetto alla popolazione residente sono il Molise (28,4%) Basilicata (22,6%) e terza \u00e8 la Calabria (20,7%). Nella graduatoria dei primi 25 Comuni italiani per iscritti all\u2019AIRE ai primi posti troviamo Roma, Milano, Torino e Napoli e al 23mo posto Corigliano Calabro con 9.883 persone iscritte all\u2019AIRE su una popolazione di 40.450 abitanti (incidenza del 24,4%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-5988 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-3-1024x716.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"716\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-3-1024x716.png 1024w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-3-300x210.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-3-768x537.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-3.png 1056w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se si considera l\u2019incidenza nel 2008 degli iscritti all\u2019AIRE nei Comuni italiani tra i 10mila e i 100mila abitanti, in questa graduatoria la Calabria \u00e8 seconda con 9 Comuni &#8211; che vengono elencati nella Tabella 2 &#8211; preceduta dalla Sicilia con ben 26 Comuni<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[iv]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-5989 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-4-1024x679.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"679\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-4-1024x679.png 1024w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-4-300x199.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-4-768x509.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-4.png 1146w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Tabella precedente mostra come in alcuni Comuni calabresi la popolazione sia molto pi\u00f9 contenuta di quella ufficialmente residente. Cos\u00ec, per esempio, Bagnara Calabra pu\u00f2 contare su 5.824 abitanti rispetto ai 10.117 residenti, San Giovanni in Fiore su 10.771 abitanti rispetto ai 17.074 residenti, Bisignano su 7.653 abitanti rispetto ai 10.133 residenti e Corigliano Calabro su 30.567 abitanti rispetto ai 40.450 residenti, con evidenti problemi di mancate entrate comunali, di deficit di partecipazione politica e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fra le dieci comunit\u00e0 pi\u00f9 numerose di calabresi residenti all\u2019estero, che rappresentano nell\u2019anno 2018 il 92% dei residenti calabresi all\u2019estero, Tabella 3, quella pi\u00f9 numerosa vive in Argentina, con quasi cento mila residenti. Consistenti sono anche le comunit\u00e0 che vivono in Germania, Svizzera e Francia, Australia e Canada. Dunque, un patrimonio di persone, numericamente importante (un quinto del totale della popolazione regionale), spesso con un livello di istruzione elevato, rilevante sia dal punto di vista numerico sia sociale che economico, fortemente legato alla terra di origine dalla quale si aspetta attenzione e considerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5990\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-5-1024x644.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"644\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-5-1024x644.png 1024w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-5-300x189.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-5-768x483.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Debartolojuly2019-5.png 1105w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> Cfr.: Fondazione \u2013 Migrantes, <em>Rapporto Italiani nel Mondo 2018<\/em>, pp. IX-XI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[ii]<\/a>Le fonti statistiche e amministrative attualmente disponibili per le informazioni sullo stock dei cittadini all\u2019estero sono: l\u2019archivio delle Anagrafi consolari (titolarit\u00e0 Ministero Affari Esteri); l\u2019archivio centrale dell\u2019Anagrafe degli Italiani Residenti all\u2019Estero &#8211; AIRE (titolarit\u00e0 Ministero dell\u2019Interno); la rilevazione degli italiani all\u2019estero (titolarit\u00e0 Ministero Affari Esteri, in collaborazione con l\u2019Istat).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessuna di queste fonti, che nascono per assolvere a funzionalit\u00e0 amministrative, presenta le necessarie caratteristiche di esaustivit\u00e0, qualit\u00e0 e completezza delle informazioni. Inoltre, dati gli scopi per cui sono state sviluppate, esse registrano solo i cittadini italiani che si trasferiscono all\u2019estero per un periodo superiore ai dodici mesi, che si definiscono \u201c<em>cittadini italiani residenti all\u2019estero<\/em>\u201d a differenza dei \u201c<em>cittadini temporaneamente presenti all\u2019estero<\/em>\u201d, cio\u00e8 coloro i quali risiedono all\u2019estero per un periodo inferiore all\u2019anno, e per i quali non sussistono obblighi di registrazione. L\u2019AIRE \u00e8 stata istituita nel 1990, ai sensi della legge n. 470 del 27 ottobre 1988. Per una approfondita analisi di questo strumento si rinvia al sito del Ministero dell\u2019Interno, ma anche ai saggi contenuti in Fondazione Migrantes, <em>Rapporto Italiani nel Mondo 2013 e 2014<\/em>, Tau Editrice, Todi(PG).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[iii]<\/a> F. Cristaldi, S. Leonardi, <em>Pensionati in fuga? Geografie di una nuova emigrazione<\/em>, Tau Editrice, Todi (PG), 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[iv]<\/a> Fondazione Migrantes, <em>Rapporto Italiani nel Mondo 2018<\/em>, citato, Tabella Sezione 2, p. 509.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019Unit\u00e0, e fino ai primi anni \u201970 del secolo scorso, l\u2019Italia \u00e8 stato un Paese profondamente segnato dall\u2019emigrazione. 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