{"id":4982,"date":"2018-11-13T12:38:10","date_gmt":"2018-11-13T11:38:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.opencalabria.com\/?p=4982"},"modified":"2020-09-08T10:31:28","modified_gmt":"2020-09-08T08:31:28","slug":"la-necessita-di-combattere-il-nanismo-delle-imprese-calabresi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/re\/la-necessita-di-combattere-il-nanismo-delle-imprese-calabresi\/","title":{"rendered":"La necessit\u00e0 di combattere il nanismo delle imprese calabresi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Istat ha recentemente pubblicato il <a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2018\/11\/Report-Risultati-economici-imprese-2016.pdf\">report\u00a0sui risultati economici delle imprese italiane<\/a>, basato sui dati 2016. Tra i vari spunti che offre lo studio, si evincono differenze di performance a seconda della dimensionale aziendale, che vedono favorite le attivit\u00e0 pi\u00f9 grandi. Per esempio, la tabella 1 riporta alcuni indicatori economici classificando le imprese italiane per classe di addetti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4985\" aria-describedby=\"caption-attachment-4985\" style=\"width: 562px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4985 size-full\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Bruno-1.png\" alt=\"\" width=\"562\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Bruno-1.png 562w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Bruno-1-300x130.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 562px) 100vw, 562px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4985\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 1. Indicatori economici delle imprese italiane per fascia dimensione nel 2016.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Se si fa riferimento al valore aggiunto per addetto, la differenza tra le imprese di diversa dimensione\u00a0 \u00e8 molto ampia, essendo pi\u00f9 di quarantamila euro per addetto tra la fascia pi\u00f9 piccola e quella pi\u00f9 grande. Molto importante anche la colonna sulla retribuzione lorda, che vede in grande difficolt\u00e0 le imprese ricadenti nella fascia 0-9 addetti, mentre la retribuzione \u00e8 quasi allineata quando si considerano le imprese al di sopra dei cinquanta dipendenti. E\u2019 anche ampia la forbice anche in termini di investimenti per addetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In sintesi, fatto salvo il numero di ore lavorate che sono minori per le micro-imprese, per il resto \u00e8 chiaro come siano le grandi imprese ad avere i risultati migliori, che si traducono anche in maggiori benefici per i dipendenti delle stesse.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4986\" aria-describedby=\"caption-attachment-4986\" style=\"width: 563px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4986 size-full\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Bruno-2.png\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Bruno-2.png 563w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Bruno-2-300x182.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4986\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 2<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019altra distinzione importante riguarda le imprese appartenenti o non appartenenti a gruppi (figura 2). Il gap di produttivit\u00e0 a vantaggio delle prime \u00e8 notevolissimo, per tutte le classi dimensionali. Ci\u00f2 non rappresenta una sorpresa. Infatti, le grandi aziende e, ancor di pi\u00f9, quelle appartenenti a gruppi d\u2019impresa, possono sfruttare meglio tutto il loro potenziale, il loro <em>know-how<\/em>, le economie di scala, l\u2019accesso a diverse fonti di finanziamento, la possibilit\u00e0 di procurarsi i migliori manager e impiegati disponibili sul mercato del lavoro. Pi\u00f9 si \u00e8 piccoli, pi\u00f9 si fa fatica a competere sui mercati nazionali e internazionali, ad offrire una speranza di crescita al personale, ad accedere al credito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, nelle grandi aziende, a differenze delle micro e piccole imprese, \u00e8 pi\u00f9 facile implementare presidi interni ed esterni di <em>compliance<\/em>, che vigilano sul trattamento regolare dei dipendenti, sulla sicurezza, sull\u2019adempimento degli obblighi fiscali, sui rischi ambientali. Il tutto genera vantaggi anche per le comunit\u00e0 locali e il territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il nanismo delle imprese calabresi\u00a0 <\/strong>Il rapporto periodico \u201cCheck-up Mezzogiorno\u201d, a cura di SRM<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, offre una tabella di sintesi sulla ripartizione delle imprese manifatturiere per classi dimensionali a livello UE e italiano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4987\" aria-describedby=\"caption-attachment-4987\" style=\"width: 608px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4987 size-full\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Bruno-3.png\" alt=\"\" width=\"608\" height=\"567\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Bruno-3.png 608w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Bruno-3-300x280.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 608px) 100vw, 608px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4987\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 3<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">A livello di nazioni, si ravvisa il ritardo italiano rispetto alla Germania in termini dimensionali, ma la media nazionale tiene il passo di altre potenze come la Francia (seppur abbiamo meno grandi imprese rispetto ai transalpini, come noto). Nella colonna di sinistra sono invece rappresentati i dati regionali. Si nota un importante distacco tra il Mezzogiorno ed il Centro-Nord. Il primo ha una composizione simile alla Grecia, ma denota anche al suo interno alcune differenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Calabria \u00e8 la Regione che presenta il pi\u00f9 alto tasso percentuale di micro-imprese (94,7%, pi\u00f9 di qualsiasi stato UE), la pi\u00f9 bassa percentuale nella fascia 10-49 addetti (5%), la pi\u00f9 bassa nella fascia 50-249 addetti (0,3%, meno di qualsiasi stato UE) e condivide con la Sicilia e la Basilicata lo 0% nella fascia superiore ai 250 addetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ritardo delle aziende calabresi si denota anche dalla forma giuridica d\u2019impresa prescelta. Secondo i dati diffusi dal \u201cBollettino Mezzogiorno\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[2]<\/a>, sempre a cura di SRM, all\u2019interno del Mezzogiorno, la Calabria ha la percentuale pi\u00f9 alta, rispetto al totale regionale, di imprese individuali (73,41% &#8211; media Mezzogiorno 67,18) e quella pi\u00f9 bassa di societ\u00e0 di capitali (14,92% &#8211; media Mezzogiorno 18,72%). Come noto, le societ\u00e0 di capitali (soprattutto le Societ\u00e0 per Azioni e le Societ\u00e0 a Responsabilit\u00e0 Limitata), sono le pi\u00f9 adatte ad un\u2019economia di mercato sviluppata, perch\u00e9 distinguono i rapporti patrimoniali dei soci e quelli della societ\u00e0, perch\u00e9 consentono una migliore <em>governance<\/em> dell\u2019impresa (distinzione proprietari-manager), perch\u00e9 si caratterizzano per la libera trasferibilit\u00e0 di quote e azioni che favorisce le operazioni straordinarie, le quali spesso conducono ad una crescita dimensionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gli strumenti di crescita <\/strong>Sono tanti gli strumenti che, astrattamente, permettono alle imprese di poter crescere. Partendo dal lato giuridico-societario, ovviamente vi sono tutte le operazioni straordinarie, dalla fusione alle varie forme di acquisizione, che permettono spesso di accrescere le quote di mercato e di fondere i rispettivi <em>know-how<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sono poi una serie di forme meno invasive di aggregazione, finalizzate ad uno scopo preciso, come nel caso delle forme \u201cclassiche\u201d dei consorzi interni od esterni, delle societ\u00e0 consortili, o di quelle importate dalla prassi internazionale (<em>Joint Ventures<\/em> contrattuali e societarie). Pi\u00f9 recentemente il legislatore ha introdotto una nuova forma di aggregazione, contrassegnata anche da incentivi e agevolazioni. Si tratta del Contratto di Rete, con il quale due o pi\u00f9 imprese possono instaurare una collaborazione stabile e duratura per raggiungere determinati obiettivi (ad esempio in termini di innovazione e di competitivit\u00e0). Sono seicento le imprese calabresi<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[3]<\/a> coinvolte in contratti di rete. Si tratta di uno strumento molto interessante, perch\u00e9 consente, comunque, di mantenere l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza della propria impresa, sfruttando per\u00f2 i vantaggi della \u201crete\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Naturalmente per crescere c\u2019\u00e8 anche bisogno di capitali. Da questo punto di vista, il legislatore negli ultimi anni ha cercato di introdurre nuovi strumenti finanziari che siano in grado di fornire delle alternative al canale del credito bancario. Tra i pi\u00f9 interessanti rientrano i <em>mini-bond<\/em>, che sono delle obbligazioni che possono essere emesse dalle societ\u00e0 non quotate. Ovviamente per poter emettere <em>mini-bond<\/em> occorre una certa organizzazione aziendale, ma i costi non sono proibitivi. Secondo i dati dell\u2019Osservatorio del Politecnico di Milano<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[4]<\/a>, nel 2017 solo un\u2019azienda calabrese \u00e8 riuscita ad emettere <em>mini-bond<\/em> per un valore di 500 mila euro (Agrumaria Reggina S.r.l.), per il secondo anno consecutivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre ai <em>mini-bond<\/em> ci sono altri strumenti, quali <em>fintech<\/em>, <em>private debt<\/em>, <em>venture capital<\/em>, ma richiedono una certa qualit\u00e0 innovativa dell\u2019impresa che si vuole finanziare. Aggiungiamo a questa brevissima rassegna anche un programma pubblico, Resto al Sud, anch\u2019esso volto a cercare di favorire una crescita delle imprese del Mezzogiorno, con una parte di finanziamento a fondo perduto ed una parte da restituire senza corresponsione degli interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Conclusioni <\/strong>Come si \u00e8 visto rapidamente nel paragrafo precedente, attualmente sussistono gli strumenti giuridici e la necessaria liquidit\u00e0 per strutturare e finanziare la crescita dimensionale. \u00a0Ci\u00f2 che manca in Calabria \u00e8 forse ancora lo step propedeutico, che \u00e8 di tipo culturale. Occorre, infatti, superare la tentazione di restare piccoli per timore e per poter beneficiare di un minor controllo dal punto di vista fiscale e laburistico. Dato che le sfide culturali sono le pi\u00f9 difficili da vincere, \u00e8 richiesto un duro impegno attivo da parte degli enti pubblici preposti, dei professionisti, dei <em>think-tank<\/em>, della stampa, delle associazioni di categoria e delle universit\u00e0, volto a diffondere una cultura d\u2019impresa orientata alla crescita, ad un <em>governance<\/em> societaria moderna, efficiente e \u201c<em>compliant<\/em>\u201d. Una sorta di manifesto per la crescita d\u2019impresa.\u00a0Ne gioverebbe l\u2019intera economia della Regione.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Studi e Ricerche per il Mezzogiorno <a href=\"https:\/\/www.sr-m.it\/p\/check-up-mezzogiorno-luglio-2018\/\">https:\/\/www.sr-m.it\/p\/check-up-mezzogiorno-luglio-2018\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[2]<\/a> https:\/\/www.sr-m.it\/cp\/bollettino-mezzogiorno-it\/<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[3]<\/a> http:\/\/contrattidirete.registroimprese.it\/reti\/<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[4]<\/a> http:\/\/www.osservatoriocrowdinvesting.it\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Istat ha recentemente pubblicato il report\u00a0sui risultati economici delle imprese italiane, basato sui dati 2016. 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