{"id":4755,"date":"2018-10-31T21:58:29","date_gmt":"2018-10-31T20:58:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.opencalabria.com\/?p=4755"},"modified":"2020-09-08T10:31:28","modified_gmt":"2020-09-08T08:31:28","slug":"flessibilita-fiscale-nel-fiscal-compact-per-il-mezzogiorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/re\/flessibilita-fiscale-nel-fiscal-compact-per-il-mezzogiorno\/","title":{"rendered":"\u201cFlessibilit\u00e0 fiscale\u201d nel fiscal compact per il Mezzogiorno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">In questo articolo torniamo su una proposta <\/span><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2018\/06\/23\/chiediamo-alleuropa-piu-flessibilita-per-il-mezzogiorno\/4444937\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">lanciata per la prima volta qualche mese fa sul blog de Il Fatto Quotidiano<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, vale a dire la richiesta all\u2019Unione Europea dell\u2019introduzione di un\u2019ulteriore forma di \u201cflessibilit\u00e0\u201d fiscale nel Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita per il Mezzogiorno e per tutte le regioni nelle quali il tasso di disoccupazione \u00e8 al di sopra del 20% da almeno 5 anni. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Speriamo che il governo in carica se ne faccia portavoce in sede europea come strumento per aiutare la crescita del Mezzogiorno e del resto del paese. S\u00ec, poich\u00e9 crediamo fermamente che anzich\u00e9 pensare a misure assistenzialistiche che vanno ben oltre il livello di un intervento anti-povert\u00e0, per il quale era sufficiente potenziare il REI (Reddito di Inclusione) sia necessario rilanciare investimenti pubblici e crescita del Mezzogiorno. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Speriamo che anche il nuovo segretario del PD che verr\u00e0 fuori dalle primarie del prossimo febbraio 2019 si faccia portavoce di questa richiesta nel proprio programma di governo. Duole notare che nessuno dei candidati attuali alla segreteria del PD, ad eccezione di Francesco Boccia, abbia previsto alcunch\u00e9 per il Mezzogiorno. \u00c8 auspicabile che il PD dica parole chiare e abbia proposte concrete di modifica del modo in cui \u00e8 organizzata l\u2019UE. L\u2019UE non va accettata acriticamente, ma riformata in profondit\u00e0. La proposta formulata qui potrebbe essere una parte importante di una riforma dell\u2019UE.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">La \u201crecessione da austerit\u00e0\u201d causata dal governo di Mario Monti per contrastare il rischio di default causato dalle politiche di bilancio sconsiderate del governo di Silvio Berlusconi dal 2008 al 2011 \u00e8 stata un argomento importante per convincere le autorit\u00e0 UE a concedere \u201cflessibilit\u00e0\u201d nell\u2019uso della leva fiscale ai paesi che sono in recessione. La \u201cflessibilit\u00e0 fiscale\u201d avrebbe dovuto ridurre il grado di \u201cottusit\u00e0 del Trattato di Maastricht\u201d, notato da molti economisti, secondo cui bisogna ridurre il deficit quando c\u2019\u00e8 crisi economica e tenerlo alto quando c\u2019\u00e8 invece una fase di crescite. La flessibilit\u00e0 fiscale nel rinnovato Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita \u00e8 stata prevista in quattro casi: <\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-weight: 400;\">a) per una recessione; <\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\">b) per incentivare gli investimenti, soprattutto per il Piano Junker; <\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\">c) per accompagnare riforme strutturali; <\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\">d) per far fronte a crisi sistemiche dell\u2019eurozona. <\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Senza andare troppo nel dettaglio, la flessibilit\u00e0 consiste nel non computare nel calcolo del deficit la spesa per investimenti se ricorre una delle precedenti condizioni. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Nulla di specifico \u00e8 stato per\u00f2 previsto a favore del Mezzogiorno e delle altre aree dell\u2019intervento strutturale, anche se le aree valutarie tendono per loro natura ad approfondire i divari territoriali. \u00c8 notorio, infatti, che le aree valutarie tendono ad aumentare il gap di competitivit\u00e0 fra aree a maggiore e aree a minore crescita della produttivit\u00e0 senza che vi siano altri strumenti di compensazione come il tasso di cambio (che \u00e8 fisso), la spesa pubblica (che \u00e8 controllata), la politica monetaria (decisa non pi\u00f9 dalle banche centrali dei singoli governi, ma dalla banca centrale europea) e i salari (che sono gi\u00e0 a livelli infimi). Credo che sarebbe del tutto accettabile, se non auspicabile chiedere alle autorit\u00e0 europee di introdurre un quinto caso di flessibilit\u00e0 a favore delle regioni ad alta disoccupazione e in ritardo di sviluppo, per restaurare una delle leve pi\u00f9 importanti per stimolare la crescita, vale a dire la leva fiscale, non per qualunque tipo di spesa, ma per gli investimenti pubblici. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 incredibile che nessuno abbia pensato a questa opportunit\u00e0 che \u00e8 in realt\u00e0 la pi\u00f9 logica per andare incontro alle regioni in ritardo di sviluppo. La proposta \u00e8 molto semplice: si consenta agli stati membri di spendere un 1-2% in pi\u00f9 di PIL all\u2019anno per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali nelle aree a forte ritardo di sviluppo. Mi viene di aggiungere: delle grandi opere infrastrutturali e nulla altro. Questo provvedimento dovrebbe essere mantenuto almeno fino a quando le aree a ritardo di sviluppo non hanno raggiunto alcuni target prestabiliti. Si possono usare tanti indicatori per misurare il ritardo e la sua riduzione. Quando una regione ha raggiunto determinati obiettivi concordati con l\u2019Unione Europea questa forma di flessibilit\u00e0 si potr\u00e0 fermare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">In realt\u00e0, la strana austerit\u00e0 che l\u2019Unione Europea ha sperimentato a causa del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita non \u00e8 riuscita a contrarre davvero il deficit e men che meno il debito. Entrambi hanno continuato ad essere positivi e, nel caso del debito, crescenti, anche perch\u00e9 le manovre di bilancio sono state maldestre, realizzate senza guardare all\u2019effetto complessivo, senza davvero ridurre gli sprechi e con tagli essenzialmente di natura lineare che hanno tagliato dove c\u2019era bisogno di spesa pubblica e hanno invece continuato a sprecare denaro pubblico in molti casi. Spesso il settore pubblico ha esternalizzato servizi che forniva a basso costo ai privati alimentando rendite parassitarie con la spesa pubblica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">La conseguenza per\u00f2 \u00e8 stata ugualmente non-espansiva, in barba a quanti ritengono che la spesa pubblica, qualunque essa sia, in qualunque rivolo vada a finire, fa sempre crescere il PIL. Purtroppo, non \u00e8 cos\u00ec: c\u2019\u00e8 spesa pubblica e spesa pubblica! Bisogna uscire da questo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">loop<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> in cui continuano a girare moltissimi economisti italiani per cui la spesa pubblica crea sempre crescita. Non \u00e8 cos\u00ec ed \u00e8 importante che ci si renda conto di ci\u00f2 al pi\u00f9 presto! <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019austerit\u00e0 italiana non ha funzionato esattamente poich\u00e9 ha mantenuto la spesa pubblica complessiva costante, con deficit costantemente positivo e debito pubblico crescente, per\u00f2 con una forte redistribuzione in senso recessivo, a favore degli sprechi, dal lavoro ai redditi a minore propensione al consumo e dagli investimenti ai consumi, senza aumentare la capacit\u00e0 produttiva. Ci sono diversi casi che lo dimostrano, come la attuale manovra finanziaria del governo gialloverde. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Il primo capitolo di spesa a risentire dell\u2019austerit\u00e0 europea sono stati proprio i fondi cosiddetti FAS (Fondi per le aree in ritardo di sviluppo). Il 2001 \u00e8 l\u2019anno in cui i FAS sono dirottati dal governo di Silvio Berlusconi dagli investimenti in conto capitale per il Mezzogiorno a favore dell\u2019ordinaria amministrazione nel Centro-Nord. Questa tendenza \u00e8 proseguita, per\u00f2, anche con il breve governo di Romano Prodi, al punto che i FAS sono stati cancellati del tutto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Al contempo, in mancanza di un chiaro ancoraggio a favore del Mezzogiorno, anche la spesa ordinaria in conto capitale era stata dirottata a favore del Centro-Nord. Ci sono stati anni in cui il Mezzogiorno ha ricevuto una quota molto inferiore al 34% che corrisponde alla percentuale della popolazione meridionale sul totale. Nel 2012, il Sud ha ricevuto solo il 19.1%. Non \u00e8 un caso, allora, se il divario infrastrutturale fra le due macro-aree del paese si sia negli ultimi due decenni ulteriormente allargato e che estese aree meridionali restino ancora quasi isolate dal resto del paese, ci\u00f2 che ne rallenta anche le capacit\u00e0 di crescita. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Solo il governo di Paolo Gentiloni, per l\u2019impulso del Ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, jha riaffermato l\u2019obbligo per le pubbliche amministrazioni di destinare tendenzialmente il 34% della spesa ordinaria in conto capitale al Mezzogiorno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ma questo non pu\u00f2 ancora bastare, poich\u00e9 la solidariet\u00e0 fra regioni pi\u00f9 e meno sviluppate affermata dalla nostra Costituzione prevede una qualche forma di redistribuzione dal Nord al Sud. Certo non per la spesa assistenziale, ma per gli investimenti pubblici ed infrastrutturali. Si dovrebbe consentire, perci\u00f2, al pi\u00f9 presto, la ricostituzione dei Fondi FAS unicamente per la realizzazione di spesa in conto capitale ed investimenti, per il raggiungimento di obiettivi di infrastrutturazione basilare del Mezzogiorno, al fine di favorire il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">catching up<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> che, pure, sembrava essere ripreso negli anni dal 2015 al 2018.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Vale la pena ricordare, peraltro, che una ulteriore conseguenze negative e impreviste dell\u2019austerit\u00e0 europea \u00e8 stata la tendenza a ridurre la componente della spesa in conto capitale che d\u00e0 luogo agli investimenti in tutti il paese. Non solo si \u00e8 ridotta la quota per il Mezzogiorno, ma si \u00e8 ridotto anche il totale. Uno dei motivi \u00e8 che questa componente \u00e8 anche quella pi\u00f9 facilmente controllabile nel breve periodo, quando si vuole far cassa. Infatti, occorrono riforme strutturali per ridurre la spesa per retribuzioni, acquisti della PA e contributi sociali (pensioni ed assistenza). Le riforme pensionistiche, ad esempio, non hanno un effetto immediato, in parte per renderle pi\u00f9 facili da accettare, in parte perch\u00e9 richiedono tempo per produrre effetti. La spesa per acquisti della PA \u00e8 anche difficile da ridurre e controllare. La spesa in assistenza serve per alleviare gli effetti sociali della crisi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 pi\u00f9 facile, allora, ridurre la spesa in conto capitale ed, infatti, questa componente si \u00e8 ridotta in modo significativo, pur essendo gi\u00e0 ai minimi termini, passando dal 5.3% nel 2001 al 4.2% nel 2015. La riduzione \u00e8 pi\u00f9 forte nel Mezzogiorno, ma anche nel centro-nord, soprattutto a partire dal 2009. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Eppure, le regioni in ritardo di sviluppo presentano spesso un evidente gap strutturale ed infrastrutturale che occorre colmare se le si vogliono portare al livello delle altre regioni pi\u00f9 avanzate e fortunate dell\u2019UE. Si pensi al Mezzogiorno d\u2019Italia che presenta un gap infrastrutturale evidente nei confronti del resto del paese. La TAV si ferma a Salerno, vale a dire molto prima della Eboli del celebre romanzo di Carlo Levi. \u00c8 necessario mettere subito in cantiere una TAV da Salerno a Palermo e una fra Napoli e Lecce, per non parlare di altre linee di comunicazione interne al mezzogiorno di maggiore traffico. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Molte delle principali localit\u00e0 turistiche, tutte bellissime, della Calabria, della Puglia e della Basilicata sono difficilissime da raggiungere se non su gomma. Occorrono aeroporti di maggiori dimensioni vicino alle principali citt\u00e0 del Mezzogiorno. Manca non solo una rete di trasporto su ferro adeguata ai tempi, ma anche una rete intermodale che colleghi un certo numero di piccoli aeroporti internazionali nei punti nevralgici del Mezzogiorno continentale. Da questo punto di vista, forse la Sicilia e la Sardegna sono meglio dotate di aeroporti, anche se poi mancano adeguati trasporti pubblici interni su ferro e su gomma. Una rete di aeroporti nelle principali localit\u00e0 turistiche \u00e8 stata per la Spagna un volano importante per il turismo. Gli investimenti infrastrutturali per il turismo avrebbero effetti immediati sulla crescita. Occorre poi favorire la ricerca e l\u2019innovazione sia di base che nelle imprese.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo torniamo su una proposta lanciata per la prima volta qualche mese fa sul blog de Il Fatto Quotidiano, vale a dire la richiesta all\u2019Unione Europea dell\u2019introduzione di un\u2019ulteriore forma di \u201cflessibilit\u00e0\u201d fiscale<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[3,42],"tags":[],"coauthors":[44],"class_list":["post-4755","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-re","category-volume-2-q3-2018"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - 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