{"id":4261,"date":"2018-06-27T17:03:32","date_gmt":"2018-06-27T16:03:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.opencalabria.com\/?p=4261"},"modified":"2020-09-08T10:31:29","modified_gmt":"2020-09-08T08:31:29","slug":"i-vantaggi-dellimmigrazione-per-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/re\/i-vantaggi-dellimmigrazione-per-litalia\/","title":{"rendered":"I vantaggi dell&#8217;immigrazione per l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il tema dell\u2019immigrazione \u00e8 sempre pi\u00f9 centrale in Italia. Un dato pi\u00f9 di tutti ne spiega il perch\u00e9: la quota di popolazione straniera residente \u00e8 salita repentinamente da circa il 2% nel 2000 ad oltre l\u20198% nel 2016. Una crescita molto rapida in un periodo relativamente breve. L&#8217;immigrazione rappresenta, perci\u00f2, in Italia un fenomeno relativamente \u201cnuovo\u201d, a differenza di altri paesi come Francia e Germania gi\u00e0 da tempo caratterizzati da una presenza massiccia di residenti di altre nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immigrazione viene percepita da molti italiani come un \u201ccosto\u201d, per di pi\u00f9 insostenibile. L\u2019emergenza dei rifugiati e le notizie di episodi violenti alimentano una narrazione dei flussi migratori basata sulla paura. E sono soprattutto le classi meno abbienti a percepire i rischi legati alla crescita dei flussi migratori perch\u00e9 avvertono maggiormente il pericolo di vedersi \u201crubare\u201d il lavoro dagli immigrati e si sentono pi\u00f9 esposte al peggioramento delle condizioni di sicurezza nelle periferie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, sono disponibili molte informazioni sui benefici che gli immigrati regolari producono per la nostra economia. I dati mostrano che i migranti contribuiscono alle avverse dinamiche demografiche del paese, partecipano attivamente al mercato del lavoro e alla formazione del Pil e contribuiscono alla sostenibilit\u00e0 del nostro sistema previdenziale. Ma tutto questo non riceve la dovuta attenzione. Vale perci\u00f2 la pena di commentare alcuni dei dati sul tema diffusi di recente dal <a href=\"http:\/\/www.lavoro.gov.it\/temi-e-priorita\/immigrazione\/Documents\/Settimo_RapportoAnnuale_GlistranierinelmercatodellavoroinItalia_DEF.pdf\">Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali<\/a>, dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.inps.it\/nuovoportaleinps\/default.aspx?itemdir=51081\">INPS<\/a> e dalla <a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815273048\">Fondazione Leone Moressa<\/a><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><u>[1]<\/u><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La questione demografica.<\/em> Gli italiani sono sempre pi\u00f9 vecchi. Tra il 2006 e il 2016 l\u2019et\u00e0 media dei nativi italiani \u00e8 passata da 42,1 a 44,2 anni. Nello stesso periodo, anche a causa del calo nelle nascite (in particolare al Sud), l\u2019indice di vecchiaia \u00e8 passato dal 139,9 al 161,4% (oltre 160 anziani per ogni 100 giovani). Sono evidenti le \u201ccomplementariet\u00e0\u201d con la componente immigrata della popolazione, in media molto pi\u00f9 giovane (con un et\u00e0 media di 33,1 anni) e con un indice di vecchiaia pari al 18,1% (solo 18 anziani per ogni 100 giovani). I flussi migratori si mostrano, dunque, in grado di \u201calimentare\u201d le fasce di et\u00e0 pi\u00f9 giovani sempre meno numerose dei nativi italiani. Un problema particolarmente sentito al Sud, dove il deflusso di giovani tende a peggiorare il quadro. Il contributo degli immigrati diventa cos\u00ec fondamentale per contrastare le nostre dinamiche demografiche avverse. L\u2019Eurostat stima che, in un ipotetico scenario \u201cporti chiusi\u201d (ipotizzando, cio\u00e8, di azzerare i flussi migratori extra UE) nel 2050 la popolazione italiana (di nativi e stranieri) diminuirebbe di 8 milioni. L\u2019et\u00e0 media arriverebbe a 54 anni. Uno scenario insostenibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il contributo economico e le condizioni lavorative degli immigrati.<\/em> Il contributo degli immigrati regolari all\u2019economia italiana \u00e8 in costante crescita da anni. I lavoratori dipendenti stranieri erano 277.000 nel 1995. Da allora sono cresciuti fino a sfiorare i due milioni nel 2015. Sono aumentati soprattutto i flussi dei migranti non comunitari (extra Ue) e, a partire dal 2007, di quelli provenienti dai nuovi paesi membri dell\u2019Ue. Il \u201cPil degli immigrati\u201d \u00e8 pari a circa 130 miliardi di euro (circa il 9% del Pil italiano), per oltre il 60% generato in quattro regioni: Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, e Veneto. I settori nei quali gli immigrati contribuiscono maggiormente alla formazione del valore aggiunto sono \u201cAlberghi e ristoranti\u201d (18,4%), \u201cCostruzioni\u201d (17,4%) e \u201cAgricoltura\u201d (16,7%). \u00a0La distribuzione territoriale degli occupati immigrati riflette la geografia delle opportunit\u00e0 di lavoro del paese: nel Centro-Nord l\u2019incidenza degli occupati extra UE sul totale degli occupati \u00e8 dell\u20198,2%. Il dato relativo al Mezzogiorno si ferma al 3,7%. Gli stranieri comunitari occupati incidono per il 4% nel Centro-Nord e solo per il 2% nel Mezzogiorno. \u00a0Il settore che pi\u00f9 di tutti ha assorbito l\u2019imponente flusso di lavoratori immigrati evidenziato in precedenza \u00e8 l\u2019agricoltura, settore nel quale tra il 2007 e il 2016 l\u2019incidenza dei lavoratori stranieri \u00e8 triplicata raggiungendo quota 16,6% sul totale degli occupati. Nel commercio la quota \u00e8 raddoppiata (dal 3,7 al 7,2%). La quota di occupati stranieri \u00e8 cresciuta anche nel settore delle costruzioni, passando dal 12,7% al 17,1%. Il mercato del lavoro italiano presenta marcate diseguaglianze tra componente nativa e straniera dei lavoratori dipendenti. Tra i laureati italiani ben l\u201983,1% svolge ruoli dirigenziali, intellettuali o tecnici. Tra i laureati stranieri solo il 36,4% ricopre gli stessi ruoli. I lavoratori stranieri, a parit\u00e0 di mansioni, ricevono anche salari pi\u00f9 bassi. Ad esempio, nel Mezzogiorno, il salario di un lavoratore extracomunitario \u00e8 inferiore di quasi il 40% rispetto a quello di un italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il contributo degli immigrati alla sostenibilit\u00e0 del sistema previdenziale. <\/em>L\u2019Inps calcola che gli immigrati regolari versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali. Un saldo netto di circa 5 miliardi. \u00c8 chiaro che gli immigrati che oggi lavorano regolarmente faranno parte dei pensionati di domani. Ma in molti casi i contributi previdenziali degli immigrati non si tradurranno in pensioni. In particolare, l\u2019INPS calcola che gli immigrati finora ci hanno \u201cregalato\u201d circa un punto di Pil di contributi sociali. Ogni anno gli immigrati versano nelle casse dell\u2019INPS circa 300 milioni di euro di \u201ccontributi a fondo perduto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 svela il contributo divenuto ormai strutturale ed irrinunciabile dei migranti alla societ\u00e0 e all\u2019economia italiana. I flussi migratori non sono un fenomeno transitorio, sono strutturali e irreversibili, alimentati come sono dalla crescita demografica in espansione del continente africano. Bisogna perci\u00f2 che la politica, anzich\u00e9 far leva sull\u2019emotivit\u00e0 delle reazioni dell\u2019opinione pubblica, contribuisca a diffondere una lettura del fenomeno basata sulla realt\u00e0 pi\u00f9 che sulla percezione. Pi\u00f9 che la propaganda sui temi della sicurezza, dell\u2019emergenza dei rifugiati e dei costi dell\u2019accoglienza, servirebbe alimentare la consapevolezza della rilevanza dei benefici (immediati, ma soprattutto di medio termine) associati ai flussi migratori. Servirebbero politiche di integrazione capaci di mettere a frutto le complementariet\u00e0 tra \u201cnoi\u201d e \u201cloro\u201d, anzich\u00e9 \u201cchiudere i porti\u201d al loro e al nostro futuro.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Le fonti citate contengono molte altre interessanti informazioni alle quali rimandiamo per ulteriori approfondimenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema dell\u2019immigrazione \u00e8 sempre pi\u00f9 centrale in Italia. 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