{"id":2795,"date":"2017-06-21T13:03:25","date_gmt":"2017-06-21T11:03:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.opencalabria.com\/?p=2795"},"modified":"2020-09-08T10:31:33","modified_gmt":"2020-09-08T08:31:33","slug":"la-disutilita-dei-fondi-strutturali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/re\/la-disutilita-dei-fondi-strutturali\/","title":{"rendered":"La disutilit\u00e0 dei fondi strutturali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2799 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Calabria_Red-150x150.gif\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>In un interessante saggio pubblicato nel 2016 da Barone, David e De Blasio (\u201c<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/temi-discussione\/2016\/2016-1071\/index.html?com.dotmarketing.htmlpage.language=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Boulevard of broken dreams. The end of EU funding<\/em><\/a>\u201d) si dimostra che nel periodo successivo all\u2019uscita dal club delle regioni dell\u2019Obiettivo 1, il PIL pro-capite degli abruzzesi cresce debolmente e meno di quanto si sarebbe osservato se l\u2019Abruzzo avesse mantenuto il pre-esistente status. In altre parole, la ricchezza dei residenti in Abruzzo non mostra una dinamica di crescita auto-sostenuta. Si tratta di una valutazione che aiuta a capire la relazione tra fondi strutturali e crescita economica. Occorre dire che questa conclusione non \u00e8 limitata al caso abruzzese ma, al contrario, \u00e8 simile, nella sostanza delle cose, a quella cui pervengono numerosi altri studi che analizzano l\u2019impatto dei fondi sui processi di convergenza economica tra le regioni europee o tra quelle di singoli stati membri. La sintesi di questa letteratura \u00e8 che i fondi della politica regionale dell\u2019UE hanno un mero effetto ridistributivo e non intaccano le condizioni di offerta di chi ne beneficia. In altre parole, in moltissime regioni i fondi comunitari sono inefficaci in termini di cambiamento delle caratteristiche produttive che condizionano i sentieri di transizione verso la crescita di lungo periodo. Il che \u00e8 molto contro-intuitivo perch\u00e9 la principale motivazione della loro esistenza \u00e8 di stimolare lo sradicamento dei vincoli e di colmare i deficit strutturali delle regioni beneficiarie al fine di avviarle verso lo sviluppo autonomo e indipendente dai regimi di aiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se da un lato \u00e8 chiaro che queste politiche funzionano bene in termini ridistributivi, dall\u2019altro lato appare utile formulare una riflessione su quanto debbano durare. Quanto deve durare il regime di aiuto? Si fa riferimento esplicito ai fondi strutturali, ma le stesse argomentazioni possono essere estese a qualsiasi intervento pubblico (nazionale e comunitario) di cui sono beneficiarie le regioni del Mezzogiorno d\u2019Italia. L\u2019opinione di chi scrive \u00e8 che l\u2019aiuto debba essere temporaneo e non duraturo, in quanto \u00e8 poco verosimile immaginare che qualcuno finanzi lo sviluppo regionale in un orizzonte temporale infinito. Peraltro, molta letteratura economica dimostra in modo inequivocabile che la persistenza dell\u2019assistenza esterna crea distorsioni che frenano l\u2019efficiente funzionamento dei mercati. Ci\u00f2 detto, \u00e8 banale ribadire che i vantaggi degli aiuti debbano essere massimizzati nella fase di implementazione delle politiche, al fine di consentire alle regioni di poter camminare da sole nei periodi successivi. Se gli investimenti dei fondi strutturali fossero finalizzati a rimuovere le cause del sottosviluppo e capaci di innescare virtuosi meccanismi di crescita, i sistemi economici regionali ne trarrebbero dei vantaggi in modo permanente. Nella realt\u00e0 si osserva, invece, che la spinta esercitata da questi fondi \u00e8 limitata al periodo della loro implementazione ed \u00e8 semplicemente legata all\u2019erogazione delle risorse che essi mobilitano in ogni ciclo di programmazione. Un caso emblematico riguarda la Calabria: la chiusura del ciclo 2007-2013 ha determinato un\u2019accelerazione della certificazione delle spese nel 2015 e questo ha alimentato di qualche decimale l\u2019incremento (attorno all\u20191%) del PIL regionale osservato nel 2015 rispetto al 2014. In generale, possiamo dire che il consumo \u00e8 la componente della domanda aggregata pi\u00f9 sollecitata da queste politiche.\u00a0\u00c8 chiaro che si hanno dei benefici se si partecipa ad un bando, poich\u00e9 si ricevono risorse (\u201ceffetto ridistributivo\u201d) per i progetti finanziati, ma se le attivit\u00e0 e gli investimenti che si realizzano sono, in media, inutili, \u00e8 altrettanto chiaro che al termine del progetto tutto ritorna allo stato iniziale. L\u2019occupazione e gli investimenti sono temporanei: tutti a casa dopo il progetto. In rarissimi casi c\u2019\u00e8 continuit\u00e0 delle attivit\u00e0. Questo circolo vizioso di spesa che alimenta consumo o finanzia in via temporanea pessimi investimenti, caratterizza lo stato di attuazione delle politiche comunitarie in Calabria: contrariamente agli sforzi narrativi della copiosa documentazione regionale, \u00e8 evidente che si tratta di politiche del tutto inutili in termini di impatto sullo sviluppo di medio-lungo periodo dell\u2019economia regionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se il meccanismo ridistributivo funziona bene &#8211; abbiamo visto che la dinamica del PIL pro-capite \u00e8 fortemente dipendente dalla presenza della spesa comunitaria \u2013 appare importante capire che cosa potr\u00e0 succedere in prospettiva. Un primo scenario \u00e8 che riceveremo persistentemente sostegno esterno: esister\u00e0 sempre e comunque una massa di aiuti che alimenter\u00e0 le componenti a pi\u00f9 basso impatto sistemico della domanda aggregata: il consumo, in particolare di beni importati &#8211; \u00a0e gli investimenti pubblici e privati di bassa qualit\u00e0. E\u2019 un\u2019ipotesi che perfino i pi\u00f9 accaniti sostenitori delle politiche comunitarie (tutto l\u2019<em>entourage<\/em> della filiera istituzionale incollata ai fondi strutturali da Bruxelles alle periferie e qualche economista) ritengono essere inverosimile e non auspicabile. Da un lato perch\u00e9 la finanza pubblica \u00e8 soggetta a restrizioni sia sui livelli sia (finalmente) sulla qualit\u00e0 della spesa. Dall\u2019altro lato, nessuno potrebbe argomentare che trattasi di cosa buona avere un\u2019economia che dipende in modo perpetuo da infruttuosi capitali pubblici. Il secondo scenario \u00e8 che riceveremo meno risorse comunitarie. Si tratta di un\u2019ipotesi che potrebbe verificarsi qualora dovessero concretizzarsi le proposte \u00a0relative (i) alla centralizzazione (ii) al ridimensionamento della politica di coesione nel bilancio comunitario e (ii) al cambiamento dei criteri di assegnazione delle risorse agli stati membri. \u00a0Che cosa faremo, quindi, con meno (o senza) fondi comunitari? Forse sarebbe una buona occasione per pensare ad un modello di sviluppo in cui inizi a contare di pi\u00f9 il dinamismo dei privati, piuttosto che assistere a duraturi sperperi di risorse pubbliche.<\/p>\n<p>[starbox id=3]<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>*Questo saggio \u00e8 stato pubblicato \u00a0sul Quotidiano del Sud (Edizione del 21 Giugno 2017)<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.opencalabria.com\/growth-the-south-of-italy-with-or-without-eu-regional-aid\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">This short paper is also in english (with a bit of amendments and generalisations to the case of Mezzogiorno d&#8217;Italia)<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2811 size-large\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Disutilita-1-pagina-724x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"724\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Disutilita-1-pagina-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Disutilita-1-pagina-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Disutilita-1-pagina-768x1087.jpg 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Disutilita-1-pagina-1568x2219.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2813 size-large\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Disutilita-2-pagina-724x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"724\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Disutilita-2-pagina-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Disutilita-2-pagina-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Disutilita-2-pagina-768x1087.jpg 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Disutilita-2-pagina-1568x2219.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contrariamente agli sforzi narrativi della copiosa documentazione regionale, \u00e8 evidente che i fondi strutturali sono del tutto inutili in termini di impatto sullo sviluppo di medio-lungo periodo dell\u2019economia regionale.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[3,20],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-2795","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-re","category-volume-1-q2-2017"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - 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