{"id":2639,"date":"2017-05-25T15:38:24","date_gmt":"2017-05-25T14:38:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.opencalabria.com\/?p=2639"},"modified":"2020-09-08T10:31:33","modified_gmt":"2020-09-08T08:31:33","slug":"moneta-legale-moneta-bancaria-ai-tempi-del-bail-in","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/re\/moneta-legale-moneta-bancaria-ai-tempi-del-bail-in\/","title":{"rendered":"Moneta legale e moneta bancaria ai tempi del bail in"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Il dissesto di una banca produce conseguenze negative non solo per gli azionisti e i creditori della banca stessa, ma per molti altri soggetti. Per esempio per i debitori della banca, che si trovano nella situazione di trovare altri finanziatori. Inoltre, il dissesto di una banca pu\u00f2 propagarsi ad altre banche e determinare conseguenze negative per una parte importante del sistema economico o addirittura per tutto il sistema economico. Per tali motivi i diversi Stati hanno sempre cercato di stendere una rete di protezione intorno alle banche. Questa rete di protezione \u00e8 risultata composta da garanzie esplicite ed implicite. Durante la grande crisi finanziaria numerosi Paesi\u00a0 sono stati costretti a intraprendere importanti salvataggi bancari utilizzando risorse pubbliche. \u00a0Nel 2014 una direttiva UE (nota con la sigla BRRD, <em>Bank Recovery and Resolution Directive<\/em>) ha introdotto importanti cambiamenti normativi relativi alle procedure di risoluzione delle crisi bancarie. Questi cambiamenti hanno l\u2019obiettivo di conseguire un\u2019ordinata gestione e risoluzione delle crisi bancarie, ma sono basati su un principio esplicito: evitare\u00a0 che le crisi bancarie possano essere risolte con le risorse dei contribuenti. Premetto che condivido questo principio, motivato dalla volont\u00e0 di non incentivare l\u2019assunzione del rischio da parte delle banche e dalla volont\u00e0 di spezzare il circolo vizioso tra solvibilit\u00e0 delle banche e finanze pubbliche dei Paesi pi\u00f9 indebitati. Occorre, per\u00f2, verificare l\u2019estensione del principio sopra menzionato e le sue concrete modalit\u00e0 di applicazione, perch\u00e9 con riferimento alle banche emergono anche altre esigenze e altri interessi che sono meritevoli di tutela. Non sempre \u00e8 facile conciliare i diversi interessi meritevoli di tutela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il bail in<\/strong> Questo contributo \u00e8 centrato sulle conseguenze economiche della nuova normativa, con attenzione esclusiva a una forma speciale di passivit\u00e0 bancarie: i depositi e, in particolare, i depositi in c\/c, denominati anche depositi moneta.\u00a0Esaminiamo sinteticamente cosa prevede la nuova disciplina quando una banca \u00e8 in dissesto o a rischio di dissesto. Esiste un\u2019Autorit\u00e0 di risoluzione (BCE o Banca d\u2019Italia) che deve decidere quale strumento adottare. Uno di questi strumenti \u00e8 il <em>bail-in<\/em>, attivabile a precise condizioni (si veda, per esempio, Stanghellini, 2016) .\u00a0Il costo del dissesto si deve scaricare prima sugli azionisti e poi sui creditori della banca. Il <em>bail in<\/em> prevede, dapprima, la riduzione\u00a0 del valore nominale di una parte delle passivit\u00e0 della banca per coprire le perdite e, se non basta, la conversione della restante parte in azioni fino alla soglia giudicata utile per ripristinare la fiducia del mercato. La legge stabilisce l\u2019ordine di priorit\u00e0 con il quale i diversi soggetti sono chiamati a coprire le perdite: i) azionisti; ii) detentori di altri titoli di capitale; iii) altri creditori subordinati; iv) creditori chirografari: in tale categoria rientrano i detentori di obbligazioni ordinarie e i depositi appartenenti a grandi imprese; v) persone fisiche e piccole e medie imprese titolari di depositi per la quota eccedente i 100.000 euro; v) il fondo di garanzia dei depositi, che contribuisce al <em>bail in<\/em> al posto dei depositanti protetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La banca sottoposta a risoluzione ha la possibilit\u00e0 di ricevere un aiuto esterno tramite l\u2019intervento di un Fondo di risoluzione, previsto dalla normativa. Il Fondo pu\u00f2 intervenire a condizione che a) i detentori di passivit\u00e0 ammesse al <em>bail in<\/em> abbiano contribuito per almeno l\u20198% delle passivit\u00e0 totali e b) il contributo del Fondo non superi il 5% delle passivit\u00e0 totali. La direttiva BRRD prevede che, in via eccezionale, sia possibile erogare ulteriori aiuti oltre a quelli del Fondo di risoluzione (Laviola, Loiacono, Santella,\u00a0 2015). Ma gli aiuti sono possibili solo in caso di crisi sistemica e devono sottostare a una serie di vincoli. In sintesi: la quasi eliminazione delle possibilit\u00e0 degli aiuti di Stato rende la garanzia implicita offerta dallo Stato stesso molto indebolita,\u00a0 meno estesa e\u00a0 pi\u00f9 incerta. \u00a0Veniamo adesso alla moneta bancaria. E\u2019 noto che nei sistemi economici coesistono due generi monetari: la moneta legale e la moneta bancaria, costituita essenzialmente dai saldi dei depositi in c\/c giacenti presso le banche.\u00a0La moneta legale circola in virt\u00f9 di un atto d\u2019imperio dello Stato, la moneta bancaria circola sulla base delle fiducia. Ossia la fiducia del depositante di poter convertire in qualsiasi momento la moneta bancaria in moneta legale secondo un rapporto di 1 a 1. \u00a0Il presupposto della fiducia non riguarda solo la singola banca presso la quale \u00e8 detenuta la moneta, ma riguarda il sistema bancario.\u00a0E\u2019 condivisa l\u2019opinione che stabilit\u00e0 e solidit\u00e0 del sistema bancario dipendano in larga misura dalla fiducia dei depositanti. Il sistema bancario per essere stabile deve essere solido, ma questo non basta: deve anche essere giudicato solido dai depositanti e dagli altri operatori economici.\u00a0E\u2019 utile ricordare che nell\u2019area Euro il circolante ammonta a 1089 miliardi; \u00a0i depositi in c\/c ammontano a 6301 miliardi. Secondo gli ultimi dati della BCE (riferiti a marzo 2017) dunque, il rapporto \u201ccircolante\/depositi in c\/c\u201d era pari al 17,3%. E\u2019 utile anche precisare che la maggior parte dei pagamenti, misurato in termini di controvalore scambiato, \u00e8 effettuato in moneta bancaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Moneta legale e moneta bancaria<\/strong> Con l\u2019avvento dell\u2019euro la moneta legale \u00e8 divenuta unica e la sua gestione \u00e8 stata affidata un unico soggetto, la BCE. Invece, la moneta bancaria ha continuato a essere regolata su base nazionale, ovvero \u00e8 rimasta frammentata.\u00a0In conseguenza della grande crisi finanziaria si \u00e8 cercato di completare il progetto di unione bancaria e di unione monetaria. Una parte importante del progetto riguarda la protezione accordata ai depositi bancari. Forme di protezione dei depositi e dei depositanti esistono da moltissimo tempo in tutti i gli ordinamenti giuridici. L\u2019innovazione del quadro normativo derivante dal recepimento della direttiva sulle crisi bancarie ha costretto gli studiosi a interrogarsi nuovamente sui motivi che giustificano le diverse forme di protezione. Con riferimento al caso italiano si parte sempre dall\u2019art. 47 della Costituzione e dalla tutela del risparmio, in particolare dalla tutela del risparmio \u201cinconsapevole\u201d. Esiste, tuttavia, un altro motivo che giustifica l\u2019esigenza di una tutela, ovvero la necessit\u00e0 di tutela della moneta. La moneta bancaria svolge un ruolo cruciale per un ordinato svolgimento dei rapporti economici e in particolare per il buon funzionamento del sistema dei pagamenti. Il sistema dei pagamenti \u00e8 alla base del corretto funzionamento di un economia di scambio. Malfunzionamenti o crisi nel sistema dei pagamenti avrebbero ripercussioni gravissime sull\u2019intero sistema economico. \u00a0Esiste un interesse pubblico che giustifica la necessit\u00e0 di tutelare la moneta e la moneta bancaria. Il detentore di moneta bancaria non \u00e8 necessariamente un risparmiatore inconsapevole. Nel senso che non \u00e8 necessariamente un risparmiatore e non \u00e8 necessariamente inconsapevole. Eppure il detentore di moneta bancaria merita, comunque, tutela, anche se il grado di tutela pu\u00f2 essere diverso rispetto a quello offerto al depositante inconsapevole. \u00a0Richiamo, inoltre, l&#8217;attenzione sul fatto che da alcuni anni \u00e8 in vigore un limite all\u2019utilizzo dei contanti (ovvero della moneta legale) nelle operazioni di pagamento. Attualmente questo limite \u00e8 pari a 3.000 euro. Sorge spontanea allora la domanda: ma quale delle due monete (legale o bancaria) ha corso forzoso? Per pagamenti di importo superiore a 3.000 euro la moneta legale \u00e8 vietata dalla legge. Quindi la moneta bancaria ha corso forzoso, in tale ipotesi. Qualcuno (Mottura, 2012), partendo dalla considerazione che il garante della moneta \u00e8 lo Stato, arriva provocatoriamente a dire che la moneta bancaria \u00e8 di fatto assimilabile al debito pubblico.\u00a0Non proseguo nella provocazione, ma credo sia evidente che per poter assolvere pienamente alla propria funzione la moneta bancaria deve essere considerata priva di rischio.\u00a0Sorgono allora altre \u00a0domande. La nuova disciplina cambia qualcosa sotto il profilo del rischio della moneta bancaria? Se cambia qualcosa, quali possono essere le conseguenze per gli operatori e per il mercato?\u00a0Esaminiamo distintamente la situazione, in caso di crisi, dei 1) depositi protetti e 2) degli altri depositi, eccedenti i 100.000 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le diverse situazioni in caso di crisi<\/strong> I depositi protetti sono quelli coperti dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei depositi \u00a0(FITD). Sono i pi\u00f9 sicuri, anche se lo stesso direttore generale del FITD ha dichiarato che in caso di dissesto di una grande banca il Fondo potrebbe non avere risorse sufficienti per coprire tutti i depositi assicurati. E\u2019 un\u2019eventualit\u00e0 remota per\u00f2 chiediamoci per quale motivo non esiste ancora un Sistema Unico di Assicurazione dei depositi a livello Europeo. Conosciamo la risposta: i singoli Sistemi \u00a0nazionali (alcuni pi\u00f9 di altri) non vogliono correre il rischio di dover pagare per coprire le perdite generate da sistemi bancari di altri Stati dell\u2019Unione.Da un lato \u00e8 un comportamento comprensibile. Dall\u2019altro lato l\u2019UE lancia al mercato e ai risparmiatori (anche quelli meno avveduti) un messaggio molto chiaro: il rischio dei depositi e della moneta bancaria non \u00e8 zero e la moneta bancaria non \u00e8 omogenea. Un deposito presso una banca francese o tedesca non \u00e8 esattamente equivalente a un deposito presso una banca italiana, greca, portoghese o spagnola (e le differenze esistono anche tra banche appartenenti allo stesso Paese). Pi\u00f9 si tarda nella creazione di un sistema unico e pi\u00f9 il messaggio diventa forte.\u00a0Spingiamoci oltre. Se controlliamo il sito internet della FDIC, l\u2019agenzia federale di assicurazione dei depositi statunitense, troviamo scritto che: \u201c<em>FDIC deposit insurance is backed by the full faith and credit of the United States government. This means that the resources of the United States government stand behind FDIC-insured depositors<\/em>\u201d.\u00a0Supponiamo che si riesca a costituire un unico sistema di garanzia dei depositi a livello europeo. Certamente sarebbe un ottimo risultato. Ma il nuovo sistema potr\u00e0 presentarsi ai depositanti con una frase equivalente a quella usata dalla FDIC? No, credo che almeno inizialmente il Nuovo Sistema potr\u00e0 contare solo su stesso. Anche questa \u00e8 una differenza tra UE e USA. \u00a0Consideriamo adesso i depositi eccedenti i 100.000 euro. Oltre i 100.000 euro il depositante si espone a un livello di rischio superiore rispetto al deposito protetto. Anche i detentori dei depositi non protetti dovrebbero contribuire a esercitare la disciplina di mercato e contribuire al monitoraggio delle banche. Se il rischio \u00e8\u00a0 basso, ma diverso da zero, gli operatori possono modificare le \u00a0\u00a0loro valutazioni di convenienza. Le grandi imprese sono in teoria in grado di effettuare un <em>monitoring<\/em>, ma il <em>monitoring<\/em> \u00e8 costoso: qualcuno all\u2019interno dell\u2019organizzazione deve essere specificamente adibito alla valutazione del rischio banca. \u00a0Sono possibili comportamenti alternativi. Depositanti grandi e piccoli possono semplicemente decidere di spostare i propri depositi. Gli spostamenti possono avvenire all\u2019interno del sistema bancario nazionale, oppure tra sistemi dell\u2019area euro, oppure \u00e8 possibile cercare di individuare banche al di fuori dell\u2019area euro, soggette a regole diverse e ritenute pi\u00f9 solide. Per\u00f2 la solidit\u00e0 varia nel tempo: la raccolta bancaria rischia allora di diventare pi\u00f9 instabile. Una raccolta pi\u00f9 instabile \u00e8 fonte di maggiori costi e di maggiori rischi per le banche. Non \u00e8 facile esercitare la disciplina del mercato per operatori non consapevoli o poco consapevoli. Il volume della raccolta potrebbe anche diventare pi\u00f9 sensibile ai \u201c<em>rumors<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Conclusioni<\/strong>\u00a0La nuova disciplina incentiva il mercato a valutare pi\u00f9 attentamente il rischio delle banche e a discriminare con maggiore intensit\u00e0 il costo dei diversi strumenti di raccolta delle banche. Ci\u00f2 si potrebbe tradurre\u00a0 in aumento del costo di una parte significativa della raccolta delle banche. Tutto questo non \u00e8 necessariamente un male. Probabilmente \u00e8 vero che prima il rischio non era prezzato adeguatamente. Quando un rischio non \u00e8 prezzato si presentano conseguenze indesiderate\u00a0 in termini di azzardo morale e di allocazione delle risorse. C\u2019\u00e8 anche un secondo aspetto che voglio sottolineare. Tenendo presente tutte le precedenti osservazioni, \u00e8 legittimo prendere almeno in considerazione la seguente domanda. La nuova disciplina delle crisi bancarie pu\u00f2 contribuire ad aumentare il rischio sistemico? Se effettivamente c\u2019\u00e8 un aumento del rischio sistemico il mercato modifica le proprie valutazioni. Il mercato \u201cprezza\u201d il rischio sistemico con riflessi sui prezzi delle azioni e delle obbligazioni delle banche e non solo delle banche. Basta un aumento anche di pochi centesimi del costo del capitale di rischio e del costo delle obbligazioni (subordinate e non) per avere effetti sui contribuenti e sui non contribuenti. Il rischio ha un costo. Vivere in un sistema economico pi\u00f9 rischioso implica maggiori costi. Alla fine i contribuenti pagano comunque: poco alla volta con la nuova normativa (anche in assenza di crisi bancarie), quando si manifesta una crisi con la vecchia. Quali indicazioni trarre allora? Da un lato completare l\u2019Unione Bancaria e giungere alla costituzione di un sistema comune di garanzia dei depositi. Dall\u2019altro qualche modifica alla disciplina esistente. Per esempio\u00a0 consentire almeno una maggior flessibilit\u00e0 degli aiuti di Stato quando vi sono timori che una crisi possa estendersi alla moneta bancaria. La semplice statuizione\u00a0 di questa maggiore flessibilit\u00e0 contribuirebbe ex ante a diminuire il rischio sistemico e quindi anche a diminuire il costo per i contribuenti.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Bibliografia citata<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Laviola S., Loiacono G., Santella P<\/strong>.,\u00a0 \u201cIl nuovo regime europeo di risoluzione delle crisi bancarie: un\u2019analisi comparata dell\u2019applicazione del bail-in\u201d, <em>Bancaria<\/em>, dicembre 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Mottura P.,<\/strong> \u201cLa banca di credito e di deposito. La stabilit\u00e0 monetaria e le ragioni di una regolamentazione \u00abspeciale\u00bb\u201d, <em>Bancaria<\/em>, dicembre 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Stanghellini L.<\/strong>, \u201cRisoluzione, bail-in e liquidazione coatta: il processo decisionale\u201d, <em>Analisi Giuridica dell\u2019Economia<\/em>, Fascicolo 2,\u00a0 dicembre 2016.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Questo \u00e8 il testo dell&#8217;intervento del Prof. Danilo Drado all&#8217;incontro\u00a0<a href=\"http:\/\/www.opencalabria.com\/la-divulgazione-delleconomia-sostegno-del-scelte-pubbliche\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u201cEconomia del territorio: dalla ricerca alla divulgazione delle conoscenze<\/a>\u201d tenutosi il 9 Maggio 2017 all&#8217;Universit\u00e0 della Calabria<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dissesto di una banca produce conseguenze negative non solo per gli azionisti e i creditori della banca stessa, ma per molti altri soggetti. <\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[3,20],"tags":[],"coauthors":[24],"class_list":["post-2639","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-re","category-volume-1-q2-2017"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Moneta legale e moneta bancaria ai tempi del bail in - Regional Economy<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La Moneta legale e quella bancaria ai tempi del bail in. 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