{"id":2348,"date":"2017-04-26T11:42:53","date_gmt":"2017-04-26T10:42:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.opencalabria.com\/?p=2348"},"modified":"2020-09-08T10:31:34","modified_gmt":"2020-09-08T08:31:34","slug":"economie-scala-fusioni-piccoli-comuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/re\/economie-scala-fusioni-piccoli-comuni\/","title":{"rendered":"Economie di scala e fusioni tra piccoli comuni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il tema<\/strong> Un modo per analizzare le condizioni economico-finanziarie dei comuni \u00e8 di studiarne le spese pro-capite in funzione della loro dimensione. \u00c8 un tema di interesse perch\u00e9 l\u2019andamento di questa variabile pu\u00f2 segnalare la presenza di economie di scala nello svolgimento delle funzioni di un\u2019amministrazione comunale. Poich\u00e9 la spesa per servizi cresce al crescere della popolazione, un iniziale andamento decrescente della spesa pro-capite indica la possibilit\u00e0 di ottenere guadagni passando da comuni piccoli a comuni pi\u00f9 grandi. Ci\u00f2 riflette la presenza di elevati costi fissi indivisibili legati all\u2019erogazione dei servizi fondamentali dei comuni (per es., trasporto locale, organi istituzionali, servizi a rete, anagrafe) la cui incidenza relativa diminuisce all\u2019aumentare della popolazione (effetto \u201ceconomie di scala\u201d). \u00c8 utile ricordare che sistemi inefficienti ad elevata spesa richiedono, in equilibrio, livelli elevati di copertura finanziaria, ossia, inasprimento delle entrate tributarie (tasse e imposte locali), indebitamento o richiesta di maggiori trasferimenti regionali o statali. Poich\u00e9 tutte le fonti di finanziamento sono soggette a vincoli, le economie di scala rappresentano uno degli argomenti su cui fa leva la normativa nazionale (da ultimo la legge delega 42\/2009) che tende a regolamentare l\u2019offerta congiunta di servizi (tramite, per esempio, unioni, ma soprattutto fusioni tra piccoli comuni) e che, in ultima istanza, \u00e8 finalizzata al recupero di efficienza nel settore pubblico. Se, quindi, la dimensione condanna i piccoli comuni a essere inefficienti, allora \u00e8 legittimo pensare a ipotesi alternative degli assetti istituzionali in grado di abbattere le spese medie necessarie per garantire un determinato livello di servizi. Questo contributo fornisce alcune indicazioni a supporto della potenziale presenza di economie di scala nel sistema delle municipalit\u00e0 calabresi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I comuni per fascia di popolazione<\/strong> I comuni italiani sono stati suddivisi in 11 fasce demografiche, di cui 9\u00a0 sono di interesse per la Calabria.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> Limitatamente alla Calabria si evidenzia la presenza di moltissimi comuni di piccola dimensione che occupano un\u2019ampia quota del territorio regionale:\u00a0 quelli con meno di 5000 residenti sono 324 e in essi risiedono poco meno di 631mila persone (circa un terzo della popolazione regionale) su una superficie totale di 10162 Km2 (equivalenti al 67% di quella regionale). La sintesi \u00e8 che il governo della stragrande maggioranza del territorio della Calabria \u00e8 affidato a una pletora di piccoli comuni con l\u2019implicazione di avere due terzi della regione a bassa densit\u00e0 di abitanti: la densit\u00e0 di popolazione dei 324 comuni con meno di 5000 residenti \u00e8 di 62 abitanti per Km2, mentre su scala regionale la densit\u00e0 aumenta a 130 abitanti per Km2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le spese pro-capite<\/strong> L\u2019analisi di basa sui dati dell\u2019Istituto SOSE che si riferiscono al 2013 (scaricabili dal sito di OpenCivitas). La variabile analizzata \u00e8 la <a href=\"http:\/\/www.opencivitas.it\/sites\/default\/files\/Calcolo_della_spesa_storica.pdf\">spesa storica<\/a> per abitante che rappresenta \u201cl\u2019ammontare effettivamente speso dal comune in un anno per l\u2019offerta di servizi ai cittadini e ricalcolata con l\u2019ausilio delle informazioni raccolte attraverso la somministrazione di questionari\u201d[<a href=\"http:\/\/www.opencivitas.it\/saperne-di-pi%C3%B9\">*<\/a>]. La figura 1 evidenza un andamento ad U della spesa storica pro-capite: nei 15 comuni calabresi con meno di 500 abitanti essa \u00e8 pari a 901 Euro: questi comuni garantiscono un livello di servizi spendendo, in media, 900 euro per residente. Questa spesa diminuisce di ben 250 Euro per abitante quando si considerano i comuni con una popolazione compresa tra 500 e 1000 abitanti (in tal caso la spesa media \u00e8 di 648 Euro per persona). L\u2019andamento della spesa pro-capite \u00e8 decrescente anche nelle successive tre fasce demografiche: essa \u00e8 pari a 555 Euro per i comuni della terza fascia (1-2000 residenti), 496 Euro per quelli ricadenti nella quarta fascia con 2-3000 residenti, 446 Euro nella fascia demografica 3-5000 residenti e raggiunge il punto di minimo (429 Euro all\u2019anno) nei 52 comuni calabresi appartenenti alla fascia numero 6, con una popolazione compresa tra 5 e 10mila residenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2349 size-full\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Economie-di-Scala-Aiello.png\" alt=\"\" width=\"1282\" height=\"933\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Economie-di-Scala-Aiello.png 1282w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Economie-di-Scala-Aiello-300x218.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Economie-di-Scala-Aiello-768x559.png 768w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Economie-di-Scala-Aiello-1024x745.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1282px) 100vw, 1282px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando i comuni calabresi ricadenti nelle prime sei fasce di popolazione, si osserva una regolare riduzione delle spese che essi sostengono per offrire servizi ai cittadini. La spesa per abitante aumenta nei comuni pi\u00f9 grandi. Essa \u00e8 uguale a 480 Euro per i 22 comuni della settima fascia demografica e a 509 Euro per quelli con una popolazione compresa tra 20000 e 60000 abitanti (fascia 8). I 5 comuni calabresi con una popolazione superiore a 60000 residenti fanno registrare una spesa procapite di 602 euro all\u2019anno. In base ai dati SOSE il differenziale di spesa \u00e8 massimo nel tratto decrescente della curva: in questo caso, la distanza tra il punto di massima e di minima spesa \u00e8 pari a circa 450 Euro all\u2019anno: in media, un <em>nano comune<\/em> (fascia 1) spende per abitante pi\u00f9 del doppio di uno dei comuni che hanno una popolazione compresa tra 5-10000 residenti (fascia 6). Infine, escludendo i 5 \u201cgrandi\u201d centri urbani della regione, si osserva che nel tratto crescente della curva, l\u2019aumento massimo di spesa pro-capite si ha quando si confrontano i risultati ottenuti per la sesta e l\u2019ottava classe dimensionale ed \u00e8 pari a circa 80 Euro per abitante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La figura 1 riporta anche l\u2019andamento della spesa pro-capite dei comuni del Mezzogiorno (al netto di quelli calabresi), del Centro Nord e dell\u2019Italia. I dati consentono di formulare almeno 4 osservazioni. In primo luogo, l\u2019andamento a U delle spese pro-capite per fascia demografica non \u00e8 una specificit\u00e0 dei comuni calabresi, ma \u00e8 una regolarit\u00e0 empirica che si osserva in tutte le altre aree del paese. In secondo luogo, a destra dei punti di minimo delle spese pro-capite, gli incrementi della spesa pro-capite sono pi\u00f9 pronunciati nelle regioni del Centro-Nord rispetto a quelle del Mezzogiorno e della Calabria. Si noti, inoltre, come la spesa pro-capite dei comuni calabresi sia sempre minore di quella osservata altrove (le uniche eccezioni sono rappresentate dai valori uguali che si registrano nelle fasce 6 e 7 per i comuni calabresi e quelli meridionali). Infine, un risultato abbastanza robusto \u00e8 che l\u2019area a pi\u00f9 bassa spesa pro-capite si ha sempre in corrispondenza della sesta e della settima fascia demografica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sintesi<\/strong> L\u2019evidenza empirica presentata in questo contributo conferma che la spesa pro-capite comunale ha un andamento ad U anche in Calabria, con il valore minimo nella fascia demografica di 5-10mila residenti. Il tratto decrescente \u00e8 particolarmente accentuato per i comuni fino a 5000 residenti, mentre il tratto crescente \u00e8 pi\u00f9 morbido. Limitando l\u2019attenzione ai piccoli comuni, si pu\u00f2 affermare che le argomentazioni legate allo sfruttamento delle economie di scala spingono a favore di un riassetto istituzionale che, in questa discussione, \u00e8 motivato dal mero recupero di efficienza gestionale delle spese che gravano sulle piccole municipalit\u00e0. In tale direzione, le fusioni tra i comuni potrebbero rappresentare un interevento in grado di rispondere alle esigenze gestionali dell\u2019offerta di servizi. Esse possono essere fonte di almeno due vantaggi. Il primo \u00e8 un vantaggio diretto ed \u00e8 legato alla razionalizzazione e al recupero di efficienza dal lato dell\u2019offerta dei servizi dei piccoli comuni ricadenti nel tratto decrescente della figura 1. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[2]<\/a>\u00a0Il secondo vantaggio \u00e8 indotto dal primo: mantenere piccole municipalit\u00e0 ad elevata spesa procapite richiede un\u2019adeguata copertura finanziaria che, in uno scenario di restrizione della contribuzione sovra-comunale, si traduce in maggiore pressione fiscale e\/o in indebitamento. Consentendo guadagni di efficienza nell\u2019erogazione dei servizi, le fusioni rappresenterebbero, pertanto, un efficace strumento per abbattere la fiscalit\u00e0 che grava sulle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> La banca dati SOSE riporta i dati dei comuni delle regioni a statuto ordinario del Mezzogiorno d\u2019Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia) e del Centro Nord (Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto). Le fasce demografiche che sono state considerate sono le seguenti: fascia 1 (0-499 residenti); fascia 2 (500-999); fascia 3 (1000-1999); fascia 4 (2000-2999); fascia 5 (3000-4999); fascia 6 (5000-9999); fascia 7 (10000-19999); fascia 8 (20000-59999); fascia 9 (60000-249999), fascia 10 (250000-449999) e fascia 11 (oltre 500000).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] A tal proposito, \u00e8 utile ricordare che nella stragrande maggioranza dei casi, il livello effettivo dei servizi offerti nel 2013 dai comuni calabresi \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.opencalabria.com\/classifica-comuni-calabresi-spesa-e-servizi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">inferiore ai livelli standard<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un modo per analizzare le condizioni economico-finanziarie dei comuni \u00e8 di studiarne le spese pro-capite in funzione della loro dimensione. \u00c8 un tema di interesse perch\u00e9 <\/p>\n","protected":false},"author":117,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[3,4],"tags":[],"coauthors":[462,467],"class_list":["post-2348","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-re","category-volume-1-q1-2017"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Economie di scala e fusioni tra piccoli comuni - Regional Economy<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"economie di scala e fusioni tra i comuni. 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He has been visiting researcher at the University of Essex, the University of Reading, Copenaghen Business School, FAO, EU Commission (DG Development), University of Siirt, University of London and at the Universit\u00e9 Paris Nanterre. In August 2015, Prof. Aiello launched OpenCalabria.com, a website focusing on the Italian regional divide. He is Editor in Chief of Regional Economy, the online journal managed by OpenCalabria. Currently, much of his research focuses on the innovation-productivity nexus and on efficiency analysis. He has published widely in many Italian journals and in several leading international journals. Prof. Aiello is also author of about 180 short papers to disseminate economic knowledge to a more general audience rather than only to specialists. He has been scientific coordinator (or member) of research programs funded by EU Commission, Italian Ministry of Research and by Regione Calabria. 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