{"id":2109,"date":"2017-02-23T12:29:03","date_gmt":"2017-02-23T11:29:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.opencalabria.com\/?p=2109"},"modified":"2020-09-08T10:31:35","modified_gmt":"2020-09-08T08:31:35","slug":"la-poverta-relativa-calabria-dai-dati-dellistat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/re\/la-poverta-relativa-calabria-dai-dati-dellistat\/","title":{"rendered":"La povert\u00e0 relativa in Calabria desunta dai dati dell\u2019ISTAT"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In questo saggio breve si analizza la povert\u00e0 relativa in Calabria facendo riferimento alle elaborazioni proposte dall\u2019ISTAT. Dopo aver fornito la definizione di povert\u00e0 relativa, si focalizza l\u2019attenzione sulla diffusione del fenomeno tra le famiglie italiane e calabresi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La definizione di povert\u00e0 relativa <\/strong>Diversamente dalla <a href=\"http:\/\/www.opencalabria.com\/la-poverta-assoluta-calabria\/\">povert\u00e0 assoluta<\/a>, la povert\u00e0 relativa sottintende un confronto tra le condizioni di vita di un individuo e quelle di un gruppo di riferimento. Anche in questo caso, l\u2019interpretazione dei dati \u00e8 abbastanza immediata: individuata una linea di povert\u00e0, il soggetto che sta al d\u00ec sotto della soglia \u00e8 considerato povero e la distanza dalla soglia indica il suo livello di rischiosit\u00e0 (sicuramente povero, appena povero, a rischio di povert\u00e0). La questione \u00e8 come viene calcolata la soglia. L\u2019ISTAT considera come riferimento nelle elaborazioni la famiglia composta da due individui, la cui soglia di povert\u00e0 relativa \u00e8 rappresentata dal rapporto tra la spesa totale per consumi delle famiglie italiane e il numero totale dei componenti (spesa media procapite per consumi).<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> Le implicazioni che discendono da questa definizione sono almeno due. In primo luogo, data la capacit\u00e0 di spesa individuale, un soggetto \u00e8 povero a seconda della definizione utilizzata. Immaginiamo, per esempio, che la soglia di povert\u00e0 assoluta (PA) sia inferiore della soglia di povert\u00e0 relativa (PR) e che la spesa individuale (SI) sia compresa tra questi due valori. In tal caso, il soggetto \u00e8 a rischio di povert\u00e0 solo quando si fa riferimento al concetto di povert\u00e0 relativa, mentre non lo \u00e8 nel caso di povert\u00e0 assoluta. In secondo luogo, la diffusione della povert\u00e0 relativa dipende dalla distribuzione della ricchezza e non necessariamente dalle condizioni di vita reale dei meno abbienti. In altre parole, una distribuzione del reddito pi\u00f9 concentrata a favore dei ricchi, pu\u00f2 determinare un incremento del numero dei poveri anche se la capacit\u00e0 di spesa di questi ultimi \u00e8 invariata. In tali circostanze, rimane inalterato il numero di poveri in senso assoluto, ma aumenta il numero dei poveri in senso relativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La linea di povert\u00e0 relativa <\/strong>La figura 1 riporta i dati del 1997, 2008 e del 2015 della soglia di povert\u00e0 relativa di alcuni nuclei familiari. Considerando il nucleo familiare di riferimento delle elaborazioni dell\u2019ISTAT, ossia la famiglia con due componenti, la soglia nel 2015 \u00e8 pari a 1050 Euro al mese, mentre per un singolo individuo \u00e8 pari a 625 Euro mensili. Dalla figura si possono osservare con immediatezza due elementi di valutazione. Il primo, atteso, riguarda il fatto che la soglia aumenta all\u2019aumentare dei componenti del nucleo familiare. Nel nostro caso, il punto di massimo, che \u00e8 uguale a 1979 Euro al mese, si riferisce alla famiglia di 5 componenti. Inoltre, si osservi che le soglie sono aumentate significativamente dal 1997 al 2008, mentre sono diminuite, seppure marginalmente, nel periodo 2008-2015 (nel caso della famiglia di due adulti, si \u00e8 passati da 1072 Euro del 2007 a 1050 Euro del 2015).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2104\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-1.png\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"628\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-1.png 960w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-1-300x196.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-1-768x502.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La dinamica della povert\u00e0 relativa in Italia <\/strong>La Figura 2 riporta la dinamica del numero delle famiglie in condizione di povert\u00e0 relativa in Italia e nelle tre macro-aree geografiche dal 1997 al 2015. Nel 2015 le famiglie italiane povere in senso relativo sono pari a 2,68 milioni. L\u2019area a maggiore diffusione del fenomeno \u00e8 il Mezzogiorno, in cui vivono in media circa il 70% delle famiglie povere italiane. Inoltre, gli anni della crisi avviata nel 2007-2008 coincidono con l\u2019acuirsi del fenomeno della povert\u00e0 su scala nazionale, che solo in parte si stabilizza negli ultimi anni nelle regioni del Centro, mentre aumenta nel Nord. Condizionatamente al dato iniziale, \u00e8 utile dire che nel Mezzogiorno il numero di famiglie povere \u00e8 diminuito nel biennio 2014-2015 (Fig. 2). Simili argomentazioni possono essere fatte quando si considerano gli individui. In Italia, il numero di persone povere \u00e8 in continuo aumento, attestandosi, nel 2015, a 8.3 milioni di residenti, di cui quasi il 60% vive nel Mezzogiorno. <a href=\"http:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Tabella-1-Numero-di-individui-in-condizione-di-povert%C3%A0-relativa-in-migliaia.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tab.1.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2105 size-full\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-2.png\" width=\"960\" height=\"636\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-2.png 960w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-2-300x199.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-2-768x509.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019incidenza della povert\u00e0 relativa in Calabria.<\/strong> L&#8217;Istat calcola la povert\u00e0 relativa per ciascuna regione italiana. Le figure 3 e 4 riportano, rispettivamente l&#8217;incidenza del fenomeno tre le famiglie e tra gli individui nel 2014 e nel 2015. Nel 2015 in Italia l\u2019incidenza media della povert\u00e0 relativa dei\u00a0 nuclei familiari \u00e8 pari al 10,4%, che \u00e8 in leggero aumento rispetto al 2014 quando si attestava al 10,3%. Considerando gli individui, l\u2019incidenza \u00e8 pari al 12,9% nel 2014 e al 13,7% nel 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Calabria registra i valori pi\u00f9 elevati di povert\u00e0 relativa sia nel caso delle famiglie sia degli individui. In dettaglio, si ha che in Calabria nel 2015 ben 28,2 famiglie su 100 sono relativamente povere. Il dato \u00e8 in aumento dell&#8217;1,3% rispetto al 2014 (26,9%). Le famiglie calabresi che nel 2015 vivono in stato di povert\u00e0 relativa sono 226234, ossia 10984 in pi\u00f9 rispetto al 2014. La Calabria \u00e8 immediatamente seguita dalla Sicilia (25.3%), dalla Basilicata (25%) e dal Molise (21,5%). All\u2019estremo opposto si colloca la Lombardia, in cui si registra la pi\u00f9 bassa (4,6%) incidenza di famiglie povere in senso relativo. La sintesi \u00e8 che i dati riflettono la geografia di un paese in cui un\u2019area forte coesiste con un\u2019area estremamente debole: limitatamente alla Calabria, si pensi che l\u2019incidenza della povert\u00e0 relativa che interessa le famiglie calabresi \u00e8 pi\u00f9 del doppio della media italiana e circa 6 volte pi\u00f9 elevata di quanto si osserva in Lombardia, dove le famiglie relativamente povere sono 203152, ossia 23mila in meno rispetto a quelle della Calabria (nonostante le differenze dimensionali delle due regioni). Dalla figura 4 si osserva che nel 2015 la povert\u00e0 relativa interessa il 33,1% dei calabresi: ben 652242 persone sono relativamente povere. La media italiana \u00e8 pari al 13,7%, equivalente a 8329000 di italiani. Le regioni del Mezzogiorno registrano valori elevati dell\u2019incidenza della povert\u00e0 degli individui, in particolare la Sicilia (30,1%) e la Basilicata (24,7%). Il dato pi\u00f9 basso si registra, invece, nel Trentino Alto Adige dove solo 5 persone su 100 sono relativamente povere (Fig. 4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emerge, inoltre, che nel 2014 l\u2019incidenza della povert\u00e0 relativa era in Calabria pari al 35,6%, il che consente di rilevare che nel 2015 si \u00e8 avuta una riduzione del 2,5%. Da notare che questa riduzione \u00e8 in controtendenza rispetto a quanto si \u00e8 osservato per l\u2019intero paese, in cui l\u2019incidenza della povert\u00e0 relativa \u00e8 aumentata dal 12,9% del 2014 al 13,7% del 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2106 size-full\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-3.png\" width=\"958\" height=\"605\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-3.png 958w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-3-300x189.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-3-768x485.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 958px) 100vw, 958px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2107\" src=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-4.png\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"599\" srcset=\"https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-4.png 960w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-4-300x187.png 300w, https:\/\/www.regionaleconomy.eu\/rivista\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/povert\u00e0-relativa-FIG-4-768x479.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sintesi<\/strong> Abbiamo appreso che la Calabria \u00e8 la regione a maggiore diffusione della povert\u00e0 in senso relativo. Poich\u00e9 la misura in esame \u00e8 legata all\u2019andamento medio dei consumi necessari per il normale soddisfacimento dei bisogni primari, si pu\u00f2 ragionevolmente affermare che in Calabria il grado di soddisfacimento \u00e8 pi\u00f9 basso di quello che si osserva nelle altre regioni italiane. In altre parole, se il consumo pu\u00f2 essere considerato un indicatore di benessere individuale, questi dati indicano che in Calabria si sta relativamente peggio che altrove. I dati indicano, inoltre, che in Calabria dal 2014 al 2015 l\u2019incidenza della povert\u00e0 relativa \u00e8 aumentata per le famiglie (Fig. 3) e diminuita per gli individui (Fig. 4). Ci\u00f2 implica, a parit\u00e0 di altre condizioni, che dal 2014 al 2015 in Calabria le famiglie povere in senso relativo aumentano (infatti l\u2019incremento \u00e8 pari a circa 11mila unit\u00e0), mentre il numero dei calabresi relativamente poveri diminuisce (infatti i calabresi poveri diminuiscono di 52800 unit\u00e0). La circostanza di registrare nel tempo una diversa incidenza della povert\u00e0 relativa, un numero maggiore di famiglie povere e un numero minore di persone povere \u00e8 ammissibile, poich\u00e9 dipende sia dall\u2019andamento dei consumi medi nazionali (su cui si basa il calcolo della linea di povert\u00e0 relativa) sia dalle variazioni nella composizione dei nuclei familiari in Italia e in Calabria. \u00a0Infine, la diffusione del fenomeno varia al variare dell\u2019indicatore di povert\u00e0 che si utilizza: limitatamente agli individui, nel 2015 in Calabria i poveri in senso assoluto sono circa 197mila, mentre quelli in senso relativo sono circa 652mila. E\u2019 utile ribadire, pertanto, che la predisposizione di politiche nazionali e regionali contro la povert\u00e0 deve necessariamente essere preceduta da una chiara definizione degli obiettivi che si pone e, quindi, da una corretta identificazione dei potenziali beneficiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> La stima della povert\u00e0 relativa diffusa dall&#8217;Istat \u00e8 anche nota come <em>International Standard of Poverty Line<\/em> (ISPL). Per definire le soglie di povert\u00e0 relativa per famiglie di diversa ampiezza si utilizzano coefficienti correttivi (scala di equivalenza Carbonaro) che tengono conto dei differenti bisogni e delle economie\/diseconomie di scala che \u00e8 possibile realizzare al variare del numero dei componenti (Fonte: ISTAT).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Aiello e Francesco Foglia<br \/>\nIn questo saggio breve si analizza la povert\u00e0 relativa in Calabria facendo riferimento alle elaborazioni proposte 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He has been visiting researcher at the University of Essex, the University of Reading, Copenaghen Business School, FAO, EU Commission (DG Development), University of Siirt, University of London and at the Universit\u00e9 Paris Nanterre. In August 2015, Prof. Aiello launched OpenCalabria.com, a website focusing on the Italian regional divide. He is Editor in Chief of Regional Economy, the online journal managed by OpenCalabria. Currently, much of his research focuses on the innovation-productivity nexus and on efficiency analysis. He has published widely in many Italian journals and in several leading international journals. Prof. Aiello is also author of about 180 short papers to disseminate economic knowledge to a more general audience rather than only to specialists. He has been scientific coordinator (or member) of research programs funded by EU Commission, Italian Ministry of Research and by Regione Calabria. 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